Fantasmi, di Vetrano e Randisi: tra syndesis disorientata e segnalazione

Ho appena letto che è ancora in cartellone Fantasmi, di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, uno spettacolo che ‘assembla’ – in forma… ectoplasmatica, direi, anzi quasi All’uscita –, testi pirandelliani di natura diversa: L’uomo dal fiore in bocca, Sgombero, Colloqui coi personaggi, sintetizzati dalla prospettiva tra Beckett e naïf surreale di due personaggi, Totò e Vicè, di Franco Scaldati.

Fantasmi, di Enzo Vetrano e Stefano Randisi – da Diablogues: i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

.

Ne ho scorso una recensione interessante di Azzurra D’Agostino, Amare sopra i morti di oggi. I Fantasmi di Vetrano e Randisi

“ «Perché son tutte cose che passano, e se pur lasciano traccia, è come se non la lasciassero, perché su le stesse tracce, sempre, la primavera, guardi: tre rose più, due rose meno, è sempre la stessa; e gli uomini hanno bisogno di dormire e di mangiare, di piangere e di ridere, d’uccidere e d’amare: piangere su le risa di jeri, amare sopra i morti d’oggi. […] Che vuole che cambi? Che contano i fatti? Per enormi che siano, sempre fatti sono. Passano. Passano, con gli individui che non sono riusciti a superarli. La vita resta, con gli stessi bisogni, con le stesse passioni, per gli stessi istinti, uguale sempre, come se non fosse mai nulla: ostinazione bruta e quasi cieca, che fa pena».

È con un’apertura come questa, tratta dalla novella del 1915 di Pirandello “Colloqui con i personaggi”, che Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno il via a questa sorta di piccola “trilogia della morte” – uno spettacolo che assembla testi pirandelliani raccordati dalle tenere figure di Totò e Vicé, i poetici barboni di Franco Scaldati.

Staremo ad aspettare il treno con il viaggiatore e con “L’uomo dal fiore in bocca”, di cui viene presentata un’interpretazione misurata che fa risaltare la malinconia amarezza del testo. Entreremo nella casa in lutto di “Sgombero”, altra novella dal tratto estremamente teatrale scritta dal drammaturgo siciliano intorno al 1916-17.

Ci prendono per mano e ci conducono in queste stanze le due delicate creature di Scaldati, che con leggerezza passano dalla vita alla morte e di nuovo alla vita semplicemente tornando indietro dal camposanto, non avendo la ‘tessera di morto’ ma più che altro non volendo separarsi, non volendo restare lontani – uno di qua e uno di là dal crepuscolare mondo senza tempo che traversano, dandosi la mano e chiamandosi continuamente per nome.

Ci pare che il più forte collante del lavoro sia la bravura della storica coppia d’attori, che meritatamente nel 2011 ha vinto il premio Le Maschere del teatro italiano e che da decenni propongono nei circuiti più classici dei teatri di prosa spettacoli in cui la loro bravura ha tanto da insegnare anche ai giovani attori di quello che viene chiamato teatro di ricerca.

A spettacolo concluso, ne avremmo voluti avere di più, di questi incontri con i due bislacchi amici, un po’ beckettiani e un po’ maschere della commedia d’arte; è bello sentirli parlare, e la loro lingua semplice, che pone domande surreali con la grazia dei bambini (ma gli angeli prendono il treno? E se gli angeli sono i morti buoni, i vestiti di questi morti diventano le ali?) fa da contraltare alla ricca prosa pirandelliana.

Fa quasi dimenticare questa stessa prosa, che lascia nelle ossa una sorta di malanimo, come dopo un’influenza.
È così che si esce dal teatro; un po’ acciaccati, un po’ ammaccati, senza saper bene da cosa dipenda.
L’agrodolce sapore dell’epitelioma? Questa presenza della morte che sta addosso ai passanti senza che se ne accorgano? Il riecheggiare inconsapevole di quel “piangere sulle risa di jeri, amare sopra i morti d’oggi” che ci angustia un po’ e […] ci suona tanto amaro? 

E dire che la conclusione dello spettacolo è in levare, c’è un’apertura positiva e una continua dichiarazione d’amore per la vita (come, in un certo qual modo, è per “L’uomo dal fiore in bocca”). E anche: mai la morte c’è sembrato un limite, qualcosa di cui non poter o non voler parlare.

Ma pure, qualcosa ci confonde, e dal nostro palco di secondo ordine ci guardiamo intorno un po’ smarriti „

n.b.: nel testo supra presentato, il corsivo è mio
A questo indirizzo (clicca) la recensione per intero –
Qui la presentazione sul sito stesso dell’Associazione culturale Diablogues fondata dai due registi.
Qui e qui videoservizio con intervista agli autori

et quod sequitur
(cur.) Maria Amici

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Emeroteca Maurolico Messina

Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

Oggi nella Storia

"Oggi nella Storia" è un almanacco storico. Ogni giorno, scorrendo il calendario all'indietro, l'appuntamento con un avvenimento del passato.

Non solo Mozart

Il blog di Rita Charbonnier: scritture, ascolti, visioni

Nephelai

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Musica & Multimedia - Il blog di Andrea Amici

Pensieri, opinioni, attualità attraverso il labirinto della conoscenza umana

Il Blog di SanPaoloStore

Il Blog Ufficiale di San Paolo Store. Trovi recensioni e consigli su libri italiani, libri religiosi, libri per bambini, film in dvd e musica , oggetti sacri e articoli religiosi disponibili all'acquisto su SanPaolostore.it

Profumo d'antan

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

LA LOCANDIERA

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

aliceinwriting - vita da biblioteca e suggestioni sparse

Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

Andrea Amici

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Non solo Mozart

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

existence !

blog de philosophie imprévisible, dir. Jean-Paul Galibert

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: