Archivi del mese: aprile 2013

Autori, attori e personaggi…?

Pirandello dirige Marta Abba e Lamberto Picasso ne La nuova colonia, 1928.

Pirandello dirige Marta Abba e Lamberto Picasso ne La nuova colonia, 1928.

Con un certo rammarico mi rendo conto di una mesta congiuntura: in pochi mesi quest’anno sono mancate ben tre attrici che, con differenti intensità e continuità, hanno legato il loro nome e la loro professionalità all’interpretazione (o anche alla regia) del repertorio drammatico pirandelliano.

Immagini reperite sul web. Il fotomontaggio è mio. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Immagini reperite sul web. Il fotomontaggio è mio. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Ho voluto ricordarle su Nephelai, che proprio a Luigi Pirandello è ultimamente dedicato, con -spero- il dovuto rispetto e talvolta con l’affetto del ricordo e della familiarità.

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

A Mariangela Melato è dedicato il primo post, dell’Undici Gennaio 2013 (link).

Il breve, sentitissimo ricordo del Sei Aprile è per Regina Bianchi (link).

Proclemer in Santa Giovanna di Shaw

L’ultimo, invece, risale ad appena qualche giorno fa, il Venticinque Aprile: una memoria il cui esordio riprende la prima esperienza teatrale di Anna Proclemer (ma anche l’“incontro” con G.B. Shaw), sul filo dell’evocazione di Marta Abba e Eleonora Duse (link):

Eleonora Duse. Immagine reperita su web

Eleonora Duse. Immagine reperita su web

“Anna, «il cammino è là, poco lontano»…„

L’evidente citazione nel titolo è parsa «suggestiva» – così mi hanno pregiato di notare (cosa posso dire?! grazie…) –

E l’allusione c’era: con l’ultima immagine presentata sul post (link), Proclemer nella Figlia di Jorio, avevo tentato una sorta di ringskomposition, riprendendo un’allocuzione alla dannunziana Mila.

Pirandello alle prove della rappresentazione de La figlia di Jorio dirige Marta Abba. Teatro Argentina, ottobre 1934

Pirandello alle prove della rappresentazione de La figlia di Jorio dirige Marta Abba. Teatro Argentina, ottobre 1934

Piuttosto, tuttavia, mi piace immaginarle insieme, queste Signore del palcoscenico, per il «cammino» su cui avranno incontrato i loro Autori: o, chissà, i loro Personaggi…

et quod sequitur

Maria Amici

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Anna, “il cammino è là, poco lontano”…

ANNA_PROCLEMERUn debutto impegnativo, quello di Anna Proclemer: era stato segnato, nel 1942, da Nostra Dea, di Massimo Bontempelli, con il Teatro dell’Università di Roma.

Nostra Dea di Bontempelli: l'autore con Lamberto Picasso, Marta Abba, Gina Graziosi, Enzo Biliotti

Nostra Dea di Bontempelli: l’autore con Lamberto Picasso, Marta Abba, Gina Graziosi, Enzo Biliotti

Proprio Nostra Dea suggerisce alla nostra memoria l’incontro artistico di Pirandello con Marta Abba, che (qualche anno dopo aver debuttato a Milano dinanzi a Eleonora Duse)  di Dea fu prima interprete e (a detta di Bontempelli) artefice del primo sicuro successo – non sempre con altre bissato –, il 22 aprile 1925, in occasione della prima esperienza di lei con il Teatro d’Arte del drammaturgo girgentino.

Un paio d’anni prima era nata appunto la Proclemer, oggi mancata a quasi un mese dai novant’anni.

Marta Abba al Teatro Lirico con Santa Giovanna di G.B. Shaw, Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte diretta da G. Salvini, metà febbraio1936 - cCinecittàLuceSpA

Marta Abba al Teatro Lirico con Santa Giovanna di G.B. Shaw, Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte diretta da G. Salvini, metà febbraio1936 – cCinecittàLuceSpA

Oltre a Pirandello – e più di Pirandello –,

avrebbe interpretato D’Annunzio, Lillian Hellman, George Bernard Shaw (di lui, oltre a La miliardaria, un altro ruolo che era stato anche di Marta Abba: Santa Giovanna), Sartre, Ibsen, Tennessee Williams, O’Neill, Beckett; un brutto, non ispirato Antonio e Cleopatra shakespeariano; il Requiem per una monaca da Camus trasposto dal romanzo di Faulkner; La voce di

proclemer in santagiovannashawCocteau; ancora in teatro, Chi ha paura di Virginia Woolf di Albee e l’Anna dei miracoli per il cui doppiaggio nell’edizione cinematografica italiana avrebbe prestato la propria voce a Anne Bancroft… – I puntini di sospensione sono necessari.

ne La voce di Cocteau

ne La voce di Cocteau

Avrebbe sposato Vitaliano Brancati. Avrebbe lavorato con Giorgio Albertazzi e Vittorio Gassman…

Avrebbe intrapreso anche l’esperienza di regia: in particolare qui la ricordiamo per una commedia di Pirandello: Come prima, meglio di prima.

Di essa sul giù citato sito scrive in maniera volubile, anzi – per citarla – «tiepidamente» (non meno centrifuga, apparentemente, la recensione intitolata «Ecco il mio Pirandello. Anna Proclemer regista dirige se stessa», di Giammusso, ivi reperibile insieme con un’altra risonanza dello stesso autore).

Sul medesimo lavoro, non promette bene, invece, il titolo di una recensione su stampa a nome di Aggeo Savioli: “Anna Proclemer addormenta Pirandello”.

Qualche caduta di ritmo, insomma, in una carriera peraltro significativa, sulla quale in modo più pregnante rimandiamo al suo sito ufficiale, inteso come scritto in prima persona, su cui e di cui, per amara coincidenza proprio oggi!, leggiamo:

Proclemer ne La figlia di Jorio

Proclemer ne La figlia di Jorio

«Il prodotto può essere conservato a temperatura ambiente e non ha data di scadenza. Vale a dire che quando l’attrice “tirerà il calzino”, come dicono magnificamente a Firenze, il Sito resterà qui, per vostro uso e consumo».

E di questo, di ben altro che ti immortala,

grazie, Anna.

et quod sequitur

Maria Amici


25 Aprile: libertà, Costituzione e uomini-libro

costituzioneOggi, 25 Aprile 2013, è ancora anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione fascista.

Mi interessa particolarmente puntare l’attenzione sulla difesa –incredibilmente oggi indispensabile! – della Costituzione italiana, che allora si sprigionò dalle ceneri della Storia e dell’Umanità come un’araba fenice – e com’essa oggi evanescente.

costituzione-italiana gazzuffUn puro gioiello di difesa di diritti umani e civili, di equidistanza, di parresia: non a caso essa nacque in un (auspicabile tuttavia mai più raggiunto) clima di autentiche comunione di sentire e collaborazione, fondate su rispetto di esperienze multivalenti e orientamenti poliedrici, su un impegno di spiritualità laica e religiosa insieme, intriso di apertura e tolleranza.

E donò alla Repubblica un respiro di autentica ispirazione umana e democratica per ogni cittadino, una ‘casa comune’ da costruire e proteggere, e in cui ci si potesse sentire protetti nei diritti e nelle aspirazioni.

Come regalo a me stessa per la Liberazione, leggerò uno (forse più) dei libri giù segnalati, e dedicherò attenzione a queste significative letture “sulle origini della Costituzione italiana nella rievocazione di due padri costituenti”, dal sito Salviamo la Costituzione italiana .

costituenti_lightA loro volta, pur consequenziali ad uno stato d’animo e ad un’impostazione, le segnalazioni bibliofile di oggi non sono forse -per quanto anche su quelle produzioni mi sia soffermata- le più ovvie e risapute nel contesto:

Il sentiero dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo, di Italo Calvino; Il giardino dei Finzi Contini e Una notte del ’43 di Giorgio Bassani; La luna e i falò di Cesare Pavese, Una questione privata di Beppe Fenoglio…

E una storia non così paradossale, da cui prendere esempio per la Resistenza dei nostri giorni: Fahrenheit 451, di Ray Bradbury.

Mi soffermo tuttavia, e ne propongo la lettura, sulla prefazione che Calvino appose all’edizione del 1964 de Il sentiero dei nidi di ragno.

La propongo integralmente, perché è una lectio magistralis sul piano narratologico-letterario (e fa comprendere il motivo di alcune mie preferenze di lettura) non meno che storico-umano.

de-nicola-costituzionefirmaPerché peculiare mi sembra per cogliere non solo lo spirito del libro e la tensione e l’istanza morale da cui più romanzi proliferarono nella tentazione dell’oggettività e del realismo, della comunione di contenuti (in quanto d’esperienze) fondativa di comunione.

Da quella prefazione altresì si chiarisce il tratto di universalità di tempo di spazio di storia di testo.

Si illumina la consapevolezza che in quell’uomo che appena si scopriva personaggio di una storia e della Storia, si accendeva la coscienza civile e umana d’essere personaggio dell’omnifabula narrativa ed esistenziale di tutti e della propria civiltà; della propria storia e della Storia dell’Uomo.

E come tale appunto solo allora, al crogiuolo della tensione libertaria aveva realmente «appreso allora allora, tante cose che si credeva di sapere o di essere, e forse in quel momento sapevamo ed eravamo».

Da qui, la spinta affabulatrice e soprattutto all’interpretazione più alta, non nella rilettura del passato ma nella drammaturgia del presente e del futuro, da parte di noi stessi, della generosa dignità di quel ruolo.

Di qui la coscienza del perché sia oggi ineliminabile, e insieme da più profondamente maturare per la storia di oggi e di domani, quella “carica esplosiva di libertà”.

Ma, proprio per quella maturazione, tedoforo e garante, imprescindibile testimone e monito veglia – se noi vegliamo – la Costituzione…

et quod sequitur

Maria Amici

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Introduzione all’edizione del 1964 de Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino

Sentiero dei nidi di ragno 1024px-Libertà«Questo romanzo è il primo che ho scritto; quasi posso dire la prima cosa che ho scritto, se si eccettuano pochi racconti. Che impressione mi fa, a riprenderlo in mano adesso?

Continua a leggere


In onore della Giornata mondiale del Libro – e della Lettura -…

IlfuMattiaPascalProporrei di festeggiare la

Giornata mondiale del Libro

dedicando pensiero e lettura a Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

(qui la pagina di ‘copertina’, con link a saggi di approfondimento e al testo, dal meritorio portale PirandelloWeb).

Marcel L'Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d'occasione per il film Il fu Mattia Pascal

Marcel L’Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d’occasione per il film Il fu Mattia Pascal

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Come probabilmente accaduto anche ad altri, è il primo romanzo di Pirandello, ed anzi il primo suo scritto, che lessi.
Feu Mathias Pascal Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) et Lois MoranRomanzo straordinariamente innovativo e di vertiginosa complessità eppure leggibile quasi a qualsiasi età, e nuovo ad ogni nuova lettura, intenso e inquieto, e al contempo di

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meravigliosa leggerezza, nell’accezione calviniana.

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 Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) interprete del protagonista ne %22Le feu Mathias Pascal%22 di Marcel L'Herbier, 1926?

Questo post, volutamente breve, si ferma qui, e

et quod sequitur

 è la cifra del silenzio dedicato, invece, alla

Lettura.

La auguro, intensa, a tutti.

Maria Amici


In vendita il castello pirandelliano…

Pare che dopo alterne vicende sia stato messo all’asta il castello Orsini, a Soriano nel Cimino: secondo il Corriere della Sera dell’8 u.s., «una delle 350 dismissioni di palazzi storici, ville e castelli decise dal governo Monti per ”fare cassa”».

Famiglia Pirandello con Antonietta e figli piccoli: Lietta, Stefano, FaustoIl castello non ospitò mai lo scrittore: ma il nome, luoghi, paesaggi e caratteri della cittadina del viterbese aleggiano nella sua scrittura come il tintinnio del Corvo di Mizzaro, straniante quanto dovettero esserlo sia egli stesso –pur apparentemente così ‘omologato’– sia l’esperienza raminga dei pellegrinaggi tentati a portare sollievo se non remedium al precario equilibrio mentale di Antonietta e a stringere il trio dei figli bambini nell’ipotiposi di una sperduta normalità

Pirandello dopo Nobel 12 Dicembre 1934 ringrazia i lettori francesi_1(in tema, su Nephelai la lettura
di Acqua amara
e della lettera ad Ojetti
con la dibattuta, tragica ipotesi di Pirandello:
«La pazzia di mia moglie sono io»).

Luigi Pirandello, Paesaggio collinare (1936). Collezione privata

Luigi Pirandello, Paesaggio collinare (1936). Collezione privata

Restò legata, Soriano, al ricordo di Pirandello, che vi villeggiò con la famiglia a cavallo degli anni Dieci, vi dipinse alcuni quadri della sua delicata produzione figurativa, e inoltre vi ambientò due novelle, Rondone e Rondinella e, se non erro, Canta l’epistola.

Famiglia Pirandello a Soriano nel Cimino (tra il 1908 e il '12?)

Famiglia Pirandello a Soriano nel Cimino (tra il 1908 e il ’12?) – con Rosso di San Secondo

In uno stralcio della prima, così come in alcune foto che riprendono i Pirandello e loro amici, in lontananza si staglia proprio il castello:

«Rondinella alzava gli occhi al monte ancora lontano, su cui i castagni, ove non batteva il sole, s’invaporavan d’azzurro, e forzava gli occhi a scoprire lassù lassù il puntino roseo della villetta.

Non la scopriva ancora; ma ecco là il castello antico, ferrigno, che domina il borgo»

“Nini’s paintings”, Cy Twombly, 1971 - Images in lowest resolution, used for illustrative purposes only

“Nini’s paintings”, Cy Twombly, 1971 – Images in lowest resolution, used for illustrative purposes only (Nini è la prima nipotina di Pirandello, figlia di Stefano)
Qui su Nephelai: https://nephelais.wordpress.com/2012/11/02/tra-gioia-e-dolore/

E, nell’oscura vicenda italiana senza remedium, anche il castello Orsini pare farsi sempre più lontano, più corrusco.

et quod sequitur

Maria Amici


Scrittura e ricordo, per Chiara Palazzolo

premio_2013_d0Alla scrittrice prematuramente scomparsa otto mesi fa è stato dedicato, dall’Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma,

il “Concorso Racconto fantastico ‘Chiara Palazzolo’”.

Ad un ricordo di lei, e ad una iniziativa in tal senso, su Nephelai era stata dedicata una pagina non casuale:

Per-Chiara Parole e letture per Chiara Palazzolo.

nelboscodiausProprio durante quell’incontro, testimonia sul suo blog “Non solo Mozartla scrittrice Rita Charbonnier, si era profilata l’idea di offrire alla memoria dell’autrice della Trilogia di Mirta-Luna e di Nel bosco di Aus un concorso di scrittura, infine istituito nell’ambito delle celebrazioni del decennale del Premio Biblioteche di Roma.

nonsolomozart

Il blog di Rita Charbonnier: scritture, ascolti, visioni

Sull’iniziativa ed ulteriori informazioni, cedo la parola appunto a Non solo Mozart – blog che mi pregio tuttora di seguire con più che profondo interesse -.

Sulla pagina è possibile inoltre reperire la registrazione audio della serata del 31 ottobre scorso e, a parte, l’intenso, stimolante intervento di Rita Charbonnier, che fonde insieme esperienza di vita e di lettura/scrittura.

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– A Chiara Palazzolo e alla sua scrittura è appunto dedicato, su Nephelai, il commosso Parole e letture per Chiara Palazzolo.

– Rita Charbonnier è attrice e scrittrice di successo. Suoi sono titoli significativi nel panorama librario contemporaneo, quali Le due vite di Elsa (2011), La strana giornata di Alexandre Dumas (2009) e il pluritradotto La sorella di Mozart (2006, ried. 2011; pubblicato in dodici nazioni tra cui gli Stati Uniti).

Il suo sito ufficiale (clicca).
Il suo blog, Non solo Mozart (clicca), è tra quelli assiduamente frequentati dal mio affettuoso ichnèuein; testimonianza tra le più estemporanee ne è uno dei post su Nephelai: Ai compagni di vita ignorati.

et quod sequitur

Maria Amici


un invito, su Sei personaggi in cerca d’autore…

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d'autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d’autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

Mi chiedevo e chiedo anche qui il significato della risata sferzante con cui la Figliastra lascia il teatro e si chiude (ma non «conclude»?) Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello.

A me sono parse, quelle risate, rivolte un po’ a tutto e a tutti…

L'allestimento dei "Sei personaggi in cerca d'autore" di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l'arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

L’allestimento dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l’arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

…nei confronti degli altri Personaggi (le tre reliquie che si presentano infine) e della tragedia sua stessa, della Figlia, e della famiglia (e della Famiglia): in sé e nel «pasticcetto romantico sentimentale» in cui finisce per risolversi (la sua vicenda e l’Essere) nello stesso momento in cui invece esplode;

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce - Fondo Teatro, 11.1936 - 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce – Fondo Teatro, 11.1936 – 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

…nei confronti di Capocomico e attori (e il Teatro tutto e gli spettatori), con i loro fallimentari tentativi di rappresentare il Dramma (con le maiuscole perché trascende il dramma-Sei personaggi) e di essere tali, e di essere “Umani” e “Vivi”, di rappresentare e di essere la Realtà… – e nei confronti della Realtà stessa –

Padre e Figliastra Sei personaggi: Lamberto Picasso e Marta Abba

Padre e Figliastra: Lamberto Picasso e Marta Abba

…non di meno, però, credo, nei confronti della “sistematizzazione” di Personaggio quale ‘assoluto’ (che tanta critica – peraltro vecchia – ha giustamente colto nelle parole del Padre al Capocomico quando gli chiede «Mi sa dire chi è lei?»): ma su cui Pirandello – che pur pare esprimere la ‘solita’ antinomia «esser forma» immutabile / «aver forma» e caducità – si permette, per bocca della sua alleata riottosa e comunque imprendibile, quella rovinosa risata: la lucidità corrosiva dell’Umorismo, appunto, quella risata acre di ironia e di spettrale amarezza…

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d'Autore, messinscena del Teatro d'Arte diretto da L.Pirandello, 1925. - Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d’Autore, messinscena del Teatro d’Arte diretto da L.Pirandello, 1925. – Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Perché sì, anche lei, la Figliastra, nella sua fuga compie la sua essenza di Personaggio (e anche il fatto che stiamo a parlarne testimonia che ella, anzi il Personaggio, è immortale e assoluto):

ma… ride: e fugge – perché non può essere elusa né ingannata – , ed è inattingibile

E secondo me quel palcoscenico – che è la stessa mente creatrice di Pirandello – ‘strappa’ per l’ultima volta il sipario, quella tela ballerina che cade quando non deve, e tutto il resto (Teatro e Vita e Sistema e Uomo) che, visibilissimo ed evidente, non esiste più, invero non è.

E però ride, Pirandello: e ride di tutto e anche di se stesso…

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Se c’è un post provvisorio, è questo: e questo più che gli altri merita la sigla premessa e promessa:

et quod sequitur

Maria Amici


In ricordo di Regina Bianchi…

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

Un affettuoso ricordo per Regina Bianchi, che ci ha lasciati ieri.

La sua carriera ha contato molti picchi d’intensità: del repertorio pirandelliano in particolare ricordiamo Il berretto a sonagli, fin dal 1940-44 e sino agli anni Sessanta coi De Filippo; poi La vita che ti diedi

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

nel 1973, Zia Croce in parecchi Liolà (quello di Squarzina, quello con Modugno, con Cirino, o con Massimo Ranieri, a regia di Scaparro); la Madre nell’assai discutibile Sei personaggi in cerca d’autore di Zeffirelli con Enrico Maria Salerno a interpretare il Padre; Regina Bianchi fu la

La locandina di Kaos - Immagine reperita su web

La locandina di Kaos – Immagine reperita su web

Madre anche in Kaos dei Fratelli Taviani del 1984 che ripresenta, adattandole e talora stravolgendole, alcune novelle e, appunto, i Colloqui con la Madre morta.

Tuttavia sin da bambina l’ho sempre collegata a questo* personaggio eduardiano, di cui fu insuperata interprete: dolente, intensa, misurata.

 Pirandello(E cercata, quanto l’ho cercata…

  Non meno adesso, sul filo del ricordo)

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

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A presto, Regina…

Maria Amici

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Regina Bianchi in *Filumena Marturano:

L’intervistatrice è disperante.
Ma incontra Regina Bianchi, e lei ascolto commossa


Emeroteca Maurolico Messina

Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

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"Oggi nella Storia" è un almanacco storico. Ogni giorno, scorrendo il calendario all'indietro, l'appuntamento con un avvenimento del passato.

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Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

Andrea Amici

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