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25 Aprile: libertà, Costituzione e uomini-libro

costituzioneOggi, 25 Aprile 2013, è ancora anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione fascista.

Mi interessa particolarmente puntare l’attenzione sulla difesa –incredibilmente oggi indispensabile! – della Costituzione italiana, che allora si sprigionò dalle ceneri della Storia e dell’Umanità come un’araba fenice – e com’essa oggi evanescente.

costituzione-italiana gazzuffUn puro gioiello di difesa di diritti umani e civili, di equidistanza, di parresia: non a caso essa nacque in un (auspicabile tuttavia mai più raggiunto) clima di autentiche comunione di sentire e collaborazione, fondate su rispetto di esperienze multivalenti e orientamenti poliedrici, su un impegno di spiritualità laica e religiosa insieme, intriso di apertura e tolleranza.

E donò alla Repubblica un respiro di autentica ispirazione umana e democratica per ogni cittadino, una ‘casa comune’ da costruire e proteggere, e in cui ci si potesse sentire protetti nei diritti e nelle aspirazioni.

Come regalo a me stessa per la Liberazione, leggerò uno (forse più) dei libri giù segnalati, e dedicherò attenzione a queste significative letture “sulle origini della Costituzione italiana nella rievocazione di due padri costituenti”, dal sito Salviamo la Costituzione italiana .

costituenti_lightA loro volta, pur consequenziali ad uno stato d’animo e ad un’impostazione, le segnalazioni bibliofile di oggi non sono forse -per quanto anche su quelle produzioni mi sia soffermata- le più ovvie e risapute nel contesto:

Il sentiero dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo, di Italo Calvino; Il giardino dei Finzi Contini e Una notte del ’43 di Giorgio Bassani; La luna e i falò di Cesare Pavese, Una questione privata di Beppe Fenoglio…

E una storia non così paradossale, da cui prendere esempio per la Resistenza dei nostri giorni: Fahrenheit 451, di Ray Bradbury.

Mi soffermo tuttavia, e ne propongo la lettura, sulla prefazione che Calvino appose all’edizione del 1964 de Il sentiero dei nidi di ragno.

La propongo integralmente, perché è una lectio magistralis sul piano narratologico-letterario (e fa comprendere il motivo di alcune mie preferenze di lettura) non meno che storico-umano.

de-nicola-costituzionefirmaPerché peculiare mi sembra per cogliere non solo lo spirito del libro e la tensione e l’istanza morale da cui più romanzi proliferarono nella tentazione dell’oggettività e del realismo, della comunione di contenuti (in quanto d’esperienze) fondativa di comunione.

Da quella prefazione altresì si chiarisce il tratto di universalità di tempo di spazio di storia di testo.

Si illumina la consapevolezza che in quell’uomo che appena si scopriva personaggio di una storia e della Storia, si accendeva la coscienza civile e umana d’essere personaggio dell’omnifabula narrativa ed esistenziale di tutti e della propria civiltà; della propria storia e della Storia dell’Uomo.

E come tale appunto solo allora, al crogiuolo della tensione libertaria aveva realmente «appreso allora allora, tante cose che si credeva di sapere o di essere, e forse in quel momento sapevamo ed eravamo».

Da qui, la spinta affabulatrice e soprattutto all’interpretazione più alta, non nella rilettura del passato ma nella drammaturgia del presente e del futuro, da parte di noi stessi, della generosa dignità di quel ruolo.

Di qui la coscienza del perché sia oggi ineliminabile, e insieme da più profondamente maturare per la storia di oggi e di domani, quella “carica esplosiva di libertà”.

Ma, proprio per quella maturazione, tedoforo e garante, imprescindibile testimone e monito veglia – se noi vegliamo – la Costituzione…

et quod sequitur

Maria Amici

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Introduzione all’edizione del 1964 de Il sentiero dei nidi di ragno, di Italo Calvino

Sentiero dei nidi di ragno 1024px-Libertà«Questo romanzo è il primo che ho scritto; quasi posso dire la prima cosa che ho scritto, se si eccettuano pochi racconti. Che impressione mi fa, a riprenderlo in mano adesso?

Continua a leggere

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In onore della Giornata mondiale del Libro – e della Lettura -…

IlfuMattiaPascalProporrei di festeggiare la

Giornata mondiale del Libro

dedicando pensiero e lettura a Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

(qui la pagina di ‘copertina’, con link a saggi di approfondimento e al testo, dal meritorio portale PirandelloWeb).

Marcel L'Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d'occasione per il film Il fu Mattia Pascal

Marcel L’Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d’occasione per il film Il fu Mattia Pascal

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Come probabilmente accaduto anche ad altri, è il primo romanzo di Pirandello, ed anzi il primo suo scritto, che lessi.
Feu Mathias Pascal Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) et Lois MoranRomanzo straordinariamente innovativo e di vertiginosa complessità eppure leggibile quasi a qualsiasi età, e nuovo ad ogni nuova lettura, intenso e inquieto, e al contempo di

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meravigliosa leggerezza, nell’accezione calviniana.

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 Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) interprete del protagonista ne %22Le feu Mathias Pascal%22 di Marcel L'Herbier, 1926?

Questo post, volutamente breve, si ferma qui, e

et quod sequitur

 è la cifra del silenzio dedicato, invece, alla

Lettura.

La auguro, intensa, a tutti.

Maria Amici


le città invisibili

Il libro è nato un pezzetto per volta, a intervalli anche lunghi, come poesie che mettevo sulla carta, seguendo le più varie ispirazioni.

Io nello scrivere vado a serie: tengo tante cartelle dove metto le pagine che mi capita di scrivere, secondo le idee che mi girano per la testa, oppure soltanto appunti di cose che vorrei scrivere.

Ho una cartella per gli oggetti, una cartella per gli animali, una per le persone, una cartella per i personaggi storici e un’altra per gli eroi della mitologia; ho una cartella sulle quattro stagioni e una sui cinque sensi; in una raccolgo pagine sulle città e i paesaggi della mia vita e in un’altra città immaginarie, fuori dallo spazio e dal tempo. Quando una cartella comincia a riempirsi di fogli, comincio a pensare al libro che ne posso tirar fuori. […]

 

Italo Calvino – Presentazione, in: Italo Calvino Le città invisibili, Milano, Arnoldo Mondadori, 1993.

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L’atlante del Gran Kan contiene anche le carte delle terre promesse visitate nel pensiero ma non ancora scoperte o fondate: la Nuova Atlantide, Utopia, la Città del Sole. Oceana, Tamoé, Armonia, New-Lanark, Icaria.
Chiese a Marco Kublai: – Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di questi futuri ci spingono i venti propizi.
– Per questi porti non saprei tracciare la rotta sulla carta né fissare la data dell’approdo. Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo per pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie. Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla. Forse mentre noi parliamo sta affiorando sparsa entro i confini del tuo impero; puoi rintracciarla, ma a quel modo che t’ho detto.
Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.
Dice: – Tutto è inutile, se l’ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente.
E Polo: – L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più.
Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino – Le città invisibili


..quello scomodo diaframma che è la mia persona

Come scriverei bene se non ci fossi! Se tra il foglio bianco e il ribollire delle parole e delle storie che prendono forma e svaniscono senza che nessuno le scriva non si mettesse di mezzo quello scomodo diaframma che è la mia persona!

Italo Calvino, “Se una notte d’inverno un viaggiatore


Cercando Bartleby

About Bartleby, the scrivener

Il 6 giugno 1984 Calvino fu ufficialmente invitato dall’Università di Harvard a tenere le Charles Eliot Norton Poetry Lectures. Si tratta di un ciclo di sei conferenze. […]

Presto diventarono un’ossessione, e un giorno mi disse di avere idee e materiali per almeno otto lezioni, e non soltanto le sei previste e obbligatorie. […]

Al momento di partire per gli Stati Uniti, delle sei lezioni ne aveva scritte cinque. Manca la sesta “Consistency” e di questa solo so che si sarebbe riferito a “Bartleby” di Herman Melville.

[…] Questo libro riproduce il dattiloscritto come l’ho trovato. […]

Presentazione di Esther Calvino a:
Italo Calvino, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio, Milano, Garzanti, 1988.


se non per accenni…

 

‘‘ Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati:
messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri,
definire,
tradurre in parole,
ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi.
Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme:
e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo;
e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto.
Comprenderete dunque la mia difficoltà a parlarne,
se non per accenni ,,

 

Italo Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore

 

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– spero di sbagliarmi, ma credo tu non ci sia più: comunque grazie


Studiar leggendo – Ariosto

La proposta didattica si rivolge ad alunni di Prima o Seconda classe di liceo classico – eventualmente di scientifico -.

Peraltro potrebbe farsi, ognuno, “portatore sano” di cultura e interesse, avvicinando gli altri o proponendo questi input.

Studiare.. leggendo. Con l’agilità e la freschezza di una lettura alternativa.

La presente segnalazione di libri di supporto a quanto studiamo insieme nell’anno scolastico è uno strumento collaterale, e in definitiva quasi -sàrteme addòsso :ppp- un tramite fra la voglia di leggere (..saggistica piuttosto che romanzi) e …la voglia di studiare (..romanzi piuttosto che saggistica).

ARIOSTO, primo autore ad esser coinvolto nel nostro esperimento: e se lo leggessimo, come vi accennavo, mettendoci in sintonia con la lettura che ne fa a sua volta un grande scrittore a noi contemporaneo.. forse che non correremmo il rischio di farci coinvolgere dal suo modo di leggere, di rilevare aspetti vividi dell’autore che studiamo, e in maniera forse più originale, più bruciante, che dal manuale di letteratura?

Quest’ultimo rimane la ‘base’, naturalmente, e in qualche modo indispensabile: ma ad esso vorrei affiancare la risonanza che l’Autore dell’Orlando Furioso ebbe in Italo Calvino.

Spesso, a lungo, profondamente a quegli interessato: e chiari segni ne recano le sue opere (Il cavaliere inesistente per dirne una, e non è certo la sola! Ma vorrei che man mano le ‘scopriste’ da voi…)

Io lessi anni anni fa, quando uscì, nel’91, sia la raccolta di saggi che vi consiglio poco oltre, sia un romanzo assai intrigante, che risente molto dell’Ariosto, almeno in alcune delle storie: ma ..in verità è tutto un gioco letterario e scrittori e scritture e ‘favole’ ne riecheggia tanti..

Tagliamo corto, questa presentazione pare una ..conferenza. 😛

Perché leggere i classici?” di Italo Calvino,

è la mia proposta di lettura collaterale quanto allo studio di Ariosto.

In questo libretto, che è una raccolta di saggi introdotta da quello eponimo, ne trovate in particolare due che ci interessano:

La struttura dell’’Orlando”” e

Piccola antologia di ottave”.

Chi avesse voglia di una lettura dell’Orlando Furioso anche non immediata, ma preso per mano da (ridaje) Calvino potrà affidarsi a

L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino” (1970).

Il romanzo che vi suggerii già l’altr’anno e cui alludevo qui?

Il castello dei destini incrociati“, ancora di Italo Calvino.

Scopriamolo insieme, e discutiamone

Buona lettura!

(Testo di una mia vecchia proposta didattica)


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a cura di Giovanni Pistolato

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aliceinwriting - vita da biblioteca e suggestioni sparse

Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

Andrea Amici

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