Archivi categoria: Letteratura latina

le parole del guerriero*

Mar 26th, 2007

..ecco, ero in ambasce perché dovevo affrontare, più per motivi didattici (un buon esercizio per far pratica col latino della grammatica e della sintassi, mediante l’”Analogia”, direbbe Cesare stesso) che per convinzione quanto alle tematiche, la lettura, in “classico latino”, del De Bello Gallico.
D’un tratto, misericordiosamente, ho avuto la pur semplice intuizione che è un esempio mirabile – ed elegante e sobrio – di ‘parole del guerriero’ (*)
La fantasmagoria di giustificazioni teoriche che trascina un uomo a combatterne un altro (in genere per conto di terzi).

La conquista della Gallia, atto di impronta imperialistica più che netta, da parte di Roma, viene da Cesare presentata – ad un’opinione pubblica plaudente – come una strategia difensiva, e Cesare stesso (peraltro così attento ai gusti del destinatario) come chi vi è assolutamente costretto: Roma si fa carico di proteggere gli alleati, che sarebbe non solo detrimentum, ma anche uno sfregio (il contrario di ornamentum, entrambe parole cesariane) abbandonare.
Gli atti di guerra offensiva non sono che una misura preventiva.
E se anche i Galli vengon mostrati anelare alla libertà, non è, no, per partecipare alle loro speranze, per dar Cesare voce a genti che la storia ha dimenticato ricordando solo le ragioni del vincitore…
Non c’è nulla (devo controllare però, prima di dirlo in classe) infatti della partecipazione segnalata dalla focalizzazione interna: invero, di essi vien sottolineata, indirettamente ma inequivocabilmente, la pericolosità sociale e politica, dacché il loro ribellismo è piuttosto una bomba ad orologeria: son barbari violenti, riottosi, faziosi, sotto la guida di tiranni folli che come Critognato si spingono al di là di ogni civiltà e di ogni aberrazione, addirittura invitando, nel resistere all’assedio dei Romani, al cannibalismo contro i più anziani (inoltrandosi quindi verso quelle terre desolate dalla civiltà e dall’umanità, che erano tipiche di genti, appunto, propriamente barbare – sin da Omero -: i Ciclopi, i Lestrigoni, e altri – sulla categoria del “mangiare altro” vorrei fermarmi, prima o poi(**) ).

Ed ecco che peraltro, Cesare (comandante che guida – e tiene a sé vincolato – un esercito di valorosi, indefessi, integri e fedeli militi), con quella sua prosa razionale, misurata, ed esente da evidenti autocelebrazioni, limpida e sobria, sottolinea infatti che Roma è invece portatrice di civiltà: già nella figura dello scrittore-condottiero, dalle profonde capacità analitiche, dalla sicura decisionalità tattica, dal lucido razionalismo, dalla capacità, in definitiva, di portar ordine – amaro alibi del dux -, nella realtà, come nel testo, ov’esso sia turbato.
——————

(*) il percorso tematico mi è stato suggerito e chiarito da una -memorabile- conversazione con il dott. Andrea Molle, che ringrazio. Qui certo ne risulta banalizzata
(**) vedi

Maria Amici

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Prova semistrutturata sulla Letteratura Latina in età arcaica – risposte

-Risposte possibili-

1. Perché Ennio si definì dicti studiosus? (3 rr) – 1 punto –
Ennio definì se stesso primo poeta latino ‘dicti studiosus’ – espressione non a caso calco semantico dal greco philologos – per sottolineare la propria elegante dottrina linguistica, metrica e letteraria.
2. Qual era la concezione della storia di Ennio? (7 rr) – max 2 punti –
La concezione della storia di Ennio è spiccatamente individualistica e nazionalistica: il poema epico-storico consegna al lettore un messaggio ben preciso: Roma, grazie alle virtù tradizionali (mores antiqui, mos maiorum) espresse dai grandi uomini politici e dai suoi condottieri militari, è degna di perseguire ed ottenere la leadership del mondo conosciuto con la sua politica imperialistica.
La storia e l’epos storico son quindi rivestiti di un chiaro significato romanocentrico, e attraversati da un’entusiastica celebrazione della potenza e della gloria romane.
3. Nel periodo da te studiato, quale fu l’atteggiamento della classe politica romana nei confronti del mondo greco? Presenta alcuni esempi di rilievo (9 rr) – max 2 punti –
Sebbene anche in precedenza si fosse sentita l’influenza magnogreca nella cultura latina, l’ambiente culturale romano del II secolo a.C. era fortemente ellenizzato: promotori di tale processo –sin dall’inizio ferocemente avversato da Catone il Censore- furono uomini politici e letterati romani e greci (in seguito raccolti attorno a Scipione Emiliano nel c.d. “circolo scipionico”), convinti della necessità di arricchire spirito e intelletto in una sintesi armoniosa tra virtù romane tradizionali e filosofia greca (in particolare paneziana): sintesi da cui germinerà il valore dell’humanitas non meno che il senso della missione morale e politica di cui Roma si sente investita nelle sue istanze imperialistiche (e che esse mistificherà).
4. Per quale motivo i prologhi di Terenzio vengono definiti ‘apologetici’, o polemici? Presentane un esempio (6 rr) – max 2 punti –
Terenzio abbandona la tradizione del prologo espositivo tipico di Menandro e di Plauto: esso si rivela uno spazio metateatrale riservato alla difesa delle proprie opere (p.es. in Hecyra), alla rivendicazione della propria originalità (p.es. inEunuchus) e alla correttezza delle proprie ‘contaminazioni’ (p.es. in AndriaAdelphoe e Heautontimoroùmenos che difende anche la nuova poetica distaccata dalla fissità dei ruoli) rispetto alle accuse rivolte al drammaturgo dai suoi detrattori.
5. Rifletti su Terenzio, il circolo degli Scipioni e il nuovo ideale di humanitas (8rr) – max 3 punti –
Terenzio, che ebbe come amici e protettori (secondo Svetonio) uomini politici e letterati quali Scipione Emiliano (figlio di L.Emilio Paolo) e altri, contribuì ad intriderne il c.d. “circolo degli Scipioni” dell’ideale dell’humanitas (vicino alla visione di Menandro, IV sec.a.C.): la natura umana comune è fondamento di solidarietà tra gli uomini, di philanthropìa, del rispetto reciproco, della ricerca dell’autenticità (al di là delle convenzioni). Le categorie generalmente emarginate o ‘deboli’ – compresi gli adulescentes– son trattate con una comprensione delle circostanze e dei moventi sconfinante nel relativismo etico, e i figli educati in maniera non autoritaria ad un comportamento rispettoso delle virtù piuttosto che delle ipocrisie sociali o di motivi economici.
6. Rifletti sulla nuova visione dell’educazione e del rapporto padri-figli in Terenzio e presentane esempi. (10 rr) – max 3 punti –
La visione dell’educazione degli adulescentes in Terenzio risente fortemente dell’ideale dell’humanitas.
In specie negli Adelphoe, è presentato un modello educativo fondato sull’affettuosa comprensione dell’autonomia personale e decisionale dei figli: se Demea impersona la reazione del paternalismo autoritario, conformista, tradizionalista, Micione invece presenta la figura rinnovata di un ‘padre per scelta’ che stimola la formazione della personalità del figlio radicandola in un’etica ex animo (sostenuta da princìpi consapevolmente scelti) al di là dell’apprezzamento dell’opinione pubblica, e fondamentalmente relativistica. Vengono contestati gli eccessi d’autoritarismo tipici del mos maiorum: addirittura, nell’Heautontimoroùmenos, un padre punisce se stesso per esser stato troppo severo; la madre di Panfilo nell’Hecyra è ben diversa dal ‘doppio’ rappresentato dalla consuocera, lontana com’è dall’essere la tipica suocera autoritaria e invivibile.
7. Specificità delle Origines nella storiografia romana. (7rr) – max 2 punti –
Da quanto ne sappiamo dai frammenti e dalle notizie tratte dalla biografia scritta da Cornelio Nepote, le Origines di Catone sono caratterizzate da una formula compositiva che le differenzia dalla tradizione rappresentata sia dalla prima storiografia romana (gli Annales in greco di Fabio Pittore e Cincio Alimento), sia dall’epica storica romana di Nevio ed Ennio.
Vengono abbandonati sia il modello annalistico, sia l’interpretazione individualistica della storia di Roma, e, piuttosto che affondare le radici di Roma in un contesto mitologico e leggendario, Catone ne inserisce le ‘origini’ (donde il significativo titolo dell’opera) in un contesto geografico ed etnografico che non meno di Roma riguarda le origines, la storia, gli usi e i costumi delle principali città italiche e delle loro genti – Latini, Osci, Liguri, Etruschi, Veneti, Galli – il che risulta in un caso unico nella storiografia romana.

Maria Amici

 


Prova semistrutturata sulla Letteratura Latina in età arcaica

Periodo di somministrazione: inizi I trimestre in primo anno del triennio, Liceo Scientifico o Classico

1. Perché Ennio si definì dicti studiosus? (3 rr) – 1 punto –
2. Qual era la concezione della storia di Ennio? (7 rr) – max 2 punti –
3. Nel periodo da te studiato, quale fu l’atteggiamento della classe politica romana nei confronti del mondo greco? Presenta alcuni esempi di rilievo (9 rr) – max 2 punti –
4. Per quale motivo i prologhi di Terenzio vengono definiti ‘apologetici’, o polemici? Presentane un esempio (6 rr) – max 2 punti –
5. Rifletti su Terenzio, il circolo degli Scipioni e il nuovo ideale di humanitas (8rr) – max 3 punti –
6. Rifletti sulla nuova visione dell’educazione e del rapporto padri-figli in Terenzio e presentane esempi. (10 rr) – max 3 punti –
7. Specificità delle Origines nella storiografia romana. (7rr) – max 2 punti –

-nota – l’indicazione in righe rispetto a quanto poi concretizzato nell’analogo articolo è unicamente orientativa, a causa della diversità dei formati di scrittura elettronica; si intendeva in righe di foglio protocollo non piegato –


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Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

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