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All’ombra di Pirandello…

 

 

Fausto Pirandello: Ritratto di Luigi Pirandello, 1936 da «Meridiano di Roma» 20 dicembre XV [1936] p. VI - via web, da Istituto Studi Pirandelliani

Fausto Pirandello: Ritratto di Luigi Pirandello, 1936 da «Meridiano di Roma» 20 dicembre XV [1936] p. VI – via web, da Istituto Studi Pirandelliani

Intensamente commossa,
ricevo, grazie alla sollecitudine di un’amica, la cara Rita Charbonnier*

 e pubblico il programma dell’iniziativa

“All’ombra di Pirandello”,

ospitata dalla Casa Studio dello scrittore, a ottant’anni dal conferimento del Premio Nobel. L’organizzazione è curata dall’ Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro ContemporaneoStudio di Luigi Pirandello. Nella casa dunque dove il “viaggiatore senza bagaglio”, come amaramente si definiva, trascorse gli ultimi anni prima di spirare, a Roma, in via Antonio Bosio 13/b -.
Tale iniziativa, tra reading e spettacolo, si avvale di voci e di presenze importanti, come, domani 24 gennaio, di Alberto Di Stasio, che reciterà “L’uomo dal fiore in bocca”; essa ospiterà parallelamente una maratona di lettura di Uno, nessuno e centomila. Ed inoltre….

Consiglio caldamente chi sia così fortunato da poter esservi, di non perdere l’occasione di partecipare e di sostenere l’Istituto di Studi Pirandelliani…
Chi mi conosce sa quanto abbia sognato di soffermarmi, e non per una semplice visita, nella casa romana del Maestro, ma non di meno quanto siano gravi i motivi che possano allentare la mia attenzione a quanto lo riguardi, specialmente se un’iniziativa talmente meritoria e che intuisco intrisa di passione e dedizione. Tuttavia, a breve desidererei soffermarmi vieppiù sulla suggestiva lettura “All’ombra di Pirandello” (vedrete che non è soltanto una metafora…), così mai come stavolta è d’uopo la nostra solita sigla:

..et quod sequitur
Maria Amici

La comunicazione del programma:

Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo – Studio di Luigi Pirandello
Via Antonio Bosio 13b – 00161 Roma – Tel: 0644291853
http://www.studiodiluigipirandello.it posta@studiodiluigipirandello.it

ALL’OMBRA DI PIRANDELLO
Da sabato 17 gennaio al 15 febbraio 2015
UNA SERIE DI INCONTRI E SPETTACOLI NELLA CASA STUDIO
UNA MARATONA DI LETTURA DI “UNO NESSUNO E CENTOMILA”

IN OCCASIONE DEGLI 80 ANNI DEL PREMIO NOBEL
Per un mese da sabato 17 Gennaio a domenica 15 Febbraio presso la Casa Studio di Luigi Pirandello in via Antonio Bosio 13/b (traversa della Nomentana vicino Villa Torlonia) a Roma, si svolgerà una serie di incontri, letture spettacoli in occasione degli 80 anni del conferimento del Premio Nobel all’Autore dei “Sei personaggi” e per far conoscere ad un più vasto pubblico questo luogo che conserva il fascino del tempo di quel che fu, appunto “All’ombra di Pirandello”.
Un’ombra che apparirà sabato 17 gennaio alle ore 20 per restare tutto il periodo in quella che fu e resta la sua camera da letto, grazie a un’installazione di Riccardo Caporossi, “LP” che utilizza cappello e scarpe originali del drammaturgo. A seguire alle ore 21 una lettura della novella ”La berretta di Padova” e altri testi a cura dello stesso Caporossi e di Vincenzo Preziosa, introduzione di Stefano Geraci. Il tutto si ripete alle ore 17,30 il giorno dopo, domenica 18, e ancora domenica 25 gennaio.

Sabato sera 24 gennaio alle ore 21 Alberto Di Stasio reciterà “L’uomo dal fiore in bocca” in occasione dell’esposizione di un quadro di Stefano di Stasio.
Sabato sera 7 febbraio Simona Marchini proporrà un racconto di Pirandello.
Sabato sera 31 gennaio “Il figlio prigioniero”, carteggio tra Luigi e Stefano Pirandello sulla Grande guerra con Caporossi e Preziosa; replica domenica 1 e domenica 8 febbraio alle 17,30.
Venerdì 6 febbraio dalla mattina alla notte sarà organizzata una maratona di lettura di “Uno, nessuno e centomila”, cui potranno iscriversi tutti coloro che vorranno intervenire.
Seguiranno una serie di incontri con letterati sul loro rapporto col teatro, uno su Elio Pagliarani con Cetta Petrollo e Giorgio Patrizi (venerdì 23 gennaio), poi, con Paolo Petroni, Lidia Ravera (venerdì 30 gennaio) e Dacia Maraini e Eugenio Murrali (venerdì 13 febbraio). Una serie di iniziative e seminari saranno organizzati da Gilberto Scaramuzzo dell’Università di Roma3.

“È in queste stanze che Pirandello riceveva ‘i personaggi delle sue future novelle’. Il tavolo di lavoro, la sedia, la sua macchina da scrivere, la sua biblioteca, la vetrata e le finestre sul giardino, la sua camera da letto, i suoi abiti – spiega Caporossi – ci accolgono come oggetti celibi e riescono a trasmettere, sotto i nostri occhi, quella sua visione scomposta della realtà e quell’artificio letterario e teatrale in cui anche noi, attori, possiamo trasferirci in personaggi”.
L’Istituto ospita una biblioteca, un fondo con libri e manoscritti di Pirandello, il fondo Ugo Betti e quello di Alessandro d’Amico ed è sempre aperto al pubblico, agli studiosi, alle scuole, ai visitatori curiosi.
L’Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo realizza questo mese di attività artistico-culturali finalizzate alla raccolta fondi per garantire la vita dello stesso Istituto, messa in crisi dai tagli recenti. Con un’offerta di 10,00 euro ciascuno potrà essere socio sostenitore e iscritto nel grande libro dei “Personaggi”.
PRENOTAZIONE CONSIGLIATA PER TUTTI GLI APPUNTAMENTI: TEL. 0644291853

et quod sequitur

Maria Amici

*

*il sito ufficiale (clicca) di Rita Charbonnier. Il suo blog, Non solo Mozart (clicca), è tra quelli assiduamente frequentati dal mio affettuoso ichnèuein; testimonianza tra le più estemporanee ne è uno dei post su Nephelai: Ai compagni di vita ignorati

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Senza (altre) parole.

il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si era rattrappito.

et quod sequitur
Maria Amici


L’amor sospeso, di Graziano Versace – invito

Graziano VersaceDa qualche tempo seguo con estremo interesse l’attività letteraria di Graziano Versace, che mi onora del dono della sua amicizia ma in cui soprattutto ho ritrovato, dopo anni, non solo la stessa naturale comunione di un tempo ma che l’amore per la lettura s’era fuso col δαίμων (dàimon) della scrittura.

La mia copia de L'angelo spezzato, di Graziano Versace

La mia copia de L’angelo spezzato, di Graziano Versace

Nel mese scorso ho salutato l’imminente uscita in libreria del suo “I dodici punti”, edito da Leucotea; quasi in  contemporanea, ho avuto il piacere di dedicare forse la ..prima ‘recensione’ su web al suo “L’angelo spezzato”, che ha seguito ancora in novembre “Ladri di locandine” nei tipi delle Edizioni San Paolo, riscuotendo già vivo interesse.

Leopardi ritratto da Morelli - ritenuta l'immagine più fedele del poeta

All’inizio di dicembre,  sul noto  Samgha. I suicidati della società letteraria, viene pubblicato e reso interamente disponibile al pubblico un attesissimo racconto inedito, il vibrante e vertiginoso L’amor sospeso, che ad insolito protagonista assume Giacomo Leopardi: affascinante non meno che scabro e sgradevole.

Samgha si propone quale comunità di lettori che diviene circuito di scrittura e lettura, di “lettori che raccontano i loro incontri con i libri” al di là degli stereotipi, delle tendenze, delle logiche di mercato.

E il racconto inedito di Graziano Versace che ospita, insieme con una breve intervista all’Autore (“uno scrittore fuori dal giro”), in effetti si distacca dagli schemi, per profondità, sensibilità artistica, sapiente attenzione alla competenza storica e letteraria – peraltro Versace è da anni docente di Materie letterarie e latino – e uno stile avvolgente, denso e lieve al tempo stesso.

Un’esperienza in bilico sulla linea indefinita tra proiezione onirica, storia della letteratura, scintilla dell’Arte e dell’Uomo ed empatia, quella de L’amor sospeso, a ricercare le scaturigini della Poesia tra emarginazione e comunione umana, tra lacerazione e mìasma –e nella deturpazione eccezionalità nella vocazione artistica-, tra sofferenza e desiderio, non meno che nel Mistero insondabile che procrastina non solo i tempi ma i termini stessi della risposta, suscitando – ma quali valori – dubbio, domanda, ricerca..

E l’inesausta nostalgia d’Amore..

et quod sequitur
Maria Amici


Ai miei libri così bello rivolgermi..

Unto my Books – so good to turn –
Far ends of tired Days –
It half endears the Abstinence –
And Pain – is missed – in Praise –

As Flavors – cheer Retarded Guests
With Banquettings to be –
So Spices – stimulate the time
Till my small Library –

It may be Wilderness – without –
Far feet of failing Men –
But Holiday – excludes the night –
And it is Bells – within –

I thank these Kinsmen of the Shelf –
Their Countenances Kid
Enamor – in Prospective –
And satisfy – obtained –

Ai miei Libri – così bello rivolgermi –
Ultimo lembo di stanche Giornate –
Che fa quasi amare l’Astinenza –
E la Pena – trascurare – nel Plauso –

Come le Fragranze – allietano gli Ospiti in Ritardo –
Con promesse di Banchetti –
Così gli Aromi – stimolano il tempo
Fino alla mia piccola Biblioteca –

Può esserci il Deserto – là fuori –
Lontani passi di Uomini imperfetti –
Ma la Festa – esclude la notte –
Ed è Scampanio – dentro –

Ringrazio questi Parenti dello Scaffale –
Le loro Fisionomie di Pelle
Innamorano – nell’Attesa –
E appagano – ottenuti –

Emily Dickinson

J 604 (1862) / F 512 (1863)


“Lady sings the blues”

-video reperito su internet-

Negra? Non si vede?
Cantante? Ascoltami e vedrai
Puttana? Sì, ho fatto anche quello
E bevo anche come quattro uomini
Non mi fai paura, ho suonato in posti peggiori di questo
In bar di cow boys nel sud dove mi sputavano addosso
In una città dove il giorno stesso avevano linciato un nero
A New Orleans dove un diavolo alla moda
Ogni sera mi regalava fiori di droga
E a Chicago mi innamorai di un trombettista sifilitico
E all’uscita del night mi hanno spaccato la bocca
Sotto la pioggia da una stazione all’altra
Lady sings the blues

Negra? Sì, ma ci sono abituata
Cantante? Canto come una gabbia di uccelli
Note gravi e alte, e tutto il repertorio
Posso svolazzare come quelle belle cantanti dei film
E poi posso piantarti una ballata nel cuore
Vuoi strange fruit? Vuoi midnight train?
Posso cantartela anche da ubriaca
O con un coltello nella schiena
O piena di whisky e altro, perché sono una santa
E il mio altare è nel fumo di questo palco
Dove Lady sings the blues

Negra? Negra e bellissima, amico
Cantante? Non so fare altro
Puttana? Beh sì ho fatto anche quello
E bevo come quattro uomini
Non toccarmi o ti graffio quella bella bianca faccia
Posate il bicchiere, aprite quel poco che avete di cuore
State zitti e ascoltate io canto
Come se fosse l’ultima volta
Fate silenzio, bastardi e inchinatevi
Lady sings the blues

E quando tornerete a casa dite
Ho sentito cantare un angelo
Con le ali di marmo e raso
Puzzava di whisky era negra puttana e malata
Dite il mio nome a tutti, non mi dimenticate
Sono la regina di un reame di stracci
Sono la voce del sole sui campi di cotone
Sono la voce nera piena di luce
Sono la lady che canta il blues

Ah, dimenticavo… e mi chiamo Billie

..Billie Holiday

Lady sings the blues

di Stefano Benni


Frammenti di lettura

..incespicati, duplici, sfocati, fino a spargersi e strinarsi di nulla.

Ma

“..con questi frammenti ho puntellato le mie rovine”

– thomas stearns eliot –


que no, que no, que no

La poesia, da cui ho decurtato alcuni versi nel fotomontaggio, è di
Pablo Neruda.

Leggetela, senza che io la oscuri di commenti.

———

La fotografia in sé è di Andrea Amici (c), il fotomontaggio è mio (c)

da Odas elementales

Aquí en la isla
el mar
y cuánto mar
se sale de sí mismo
a cada rato,
dice que sí, que no,
que no, que no, que no,
dice que si, en azul,
en espuma, en galope,
dice que no, que no.
No puede estarse quieto,
me llamo mar, repite
pegando en una piedra
sin lograr convencerla,
entonces
con siete lenguas verdes
de siete perros verdes,
de siete tigres verdes,
de siete mares verdes,
la recorre, la besa,
la humedece
y se golpea el pecho
repitiendo su nombre.
Oh mar, así te llamas,
oh camarada océano,
no pierdas tiempo y agua,
no te sacudas tanto,
ayúdanos,
somos los pequeñitos
pescadores,
los hombres de la orilla,
tenemos frío y hambre
eres nuestro enemigo,
no golpees tan fuerte,
no grites de ese modo,
abre tu caja verde
y déjanos a todos
en las manos
tu regalo de plata:
el pez de cada día.

Aquí en cada casa
lo queremos
y aunque sea de plata,
de cristal o de luna,
nació para las pobres
cocinas de la tierra.
No lo guardes,
avaro,
corriendo frío como
relámpago mojado
debajo de tus olas.
Ven, ahora,
ábrete
y déjalo
cerca de nuestras manos,
ayúdanos, océano,
padre verde y profundo,
a terminar un día
la pobreza terrestre.
Déjanos
cosechar la infinita
plantación de tus vidas,
tus trigos y tus uvas,
tus bueyes, tus metales,
el esplendor mojado
y el fruto sumergido.

Padre mar, ya sabemos
cómo te llamas, todas
las gaviotas reparten
tu nombre en las arenas:
ahora, pórtate bien,
no sacudas tus crines,
no amenaces a nadie,
no rompas contra el cielo
tu bella dentadura,
déjate por un rato
de gloriosas historias,
danos a cada hombre,
a cada
mujer y a cada niño,
un pez grande o pequeño
cada día.
Sal por todas las calles
del mundo
a repartir pescado
y entonces
grita,
grita
para que te oigan todos
los pobres que trabajan
y digan,
asomando a la boca
de la mina:
“Ahí viene el viejo mar
repartiendo pescado”.
Y volverán abajo,
a las tinieblas,
sonriendo, y por las calles
y los bosques
sonreirán los hombres
y la tierra
con sonrisa marina.
Pero
si no lo quieres,
si no te da la gana,
espérate,
espéranos,
lo vamos a pensar,
vamos en primer término
a arreglar los asuntos
humanos,
los más grandes primero,
todos los otros después,
y entonces
entraremos en ti,
cortaremos las olas
con cuchillo de fuego,
en un caballo eléctrico
saltaremos la espuma,
cantando
nos hundiremos
hasta tocar el fondo
de tus entrañas,
un hilo atómico
guardará tu cintura,
plantaremos
en tu jardín profundo
plantas
de cemento y acero,
te amarraremos
pies y manos,
los hombres por tu piel
pasearán escupiendo,
sacándote racimos,
construyéndote arneses,
montándote y domándote
dominándote el alma.
Pero eso será cuando
los hombres
hayamos arreglado
nuestro problema,
el grande,
el gran problema.
Todo lo arreglaremos
poco a poco:
te obligaremos, mar,
te obligaremos, tierra,
a hacer milagros,
porque en nosotros mismos,
en la lucha,
está el pez, está el pan,
está el milagro.


il poeta. sacerdote e interprete di significati

Fu questo un poeta – colui che distilla
un senso sorprendente
da significati ordinari,
ed essenze così immense
da specie familiari
morte alla nostra porta -:
stupore ci invade che
non fummo noi
a fissarle prima.


Chi dischiude e rivela le immagini,
il Poeta, è lui,
ci designa e condanna per contrasto
ad una illimitata povertà.

 

Della sua parte così inconsapevole,
che il furto non lo turberebbe,
è lui un Tesoro per la sua interiorità,
per il Tempo, esteriormente.

Emily Dickinson

(1862 ca.)

 

 

n.448:
This was a Poet – It is That
distills amazing sense
from ordinary Meanings
and Attar so immense
from the familiar species
that perished by the Door.
We wonder it was not Ourselves
arrested it – before –
of pictures, the Discloser –
the Poet – it is He –
entitles us – by contrast –
to ceaseless poverty –
Of portion – so unconscious –
the robbing – could not harm –
Himself – to Him – a Fortune –
exterior – to Time –


Libri e viaggi – e Novecento –

libri e viaggi – e Novecento –

 

“There is no Frigate like a book

To take us Lands away

Nor any Coursers like a page

Of prancing Poetry-

This Travel may the poorest take

Without oppress of a Toll-

How frugal is the Chariot

That bears the Human soul”.

Emily Dickinson


Le nuvole

   Il presente blog risente della suggestione del phrontistèrion di Nephelai di Aristofane come del reale Socrate, della phoitesis mio ideale didattico e di ricerca. Ma anche di una poesia su cui qualcuno, lontano nel tempo e nello spazio ma forse non assente, mi ha condotto a riflettere.

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto

una voglia di pioggia.

LE NUVOLE, di Fabrizio de Andrè


Emeroteca Maurolico Messina

Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

Oggi nella Storia

"Oggi nella Storia" è un almanacco storico. Ogni giorno, scorrendo il calendario all'indietro, l'appuntamento con un avvenimento del passato.

Non solo Mozart

Il blog di Rita Charbonnier: scritture, ascolti, visioni

Nephelai

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Musica e scrittura nel labirinto della conoscenza umana

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LA LOCANDIERA

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aliceinwriting - vita da biblioteca e suggestioni sparse

Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

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blog de philosophie imprévisible, dir. Jean-Paul Galibert