Archivi categoria: Musica

..dentro e intorno a questa villa…

Giganti della montagna Giardino di Boboli 1937 - immagine di qualità ridotta reperita su web-

I Giganti della montagna, Giardino di Boboli 1937 – immagine di qualità ridotta reperita su web-

– Ma no, sei matto! – Che musica?
– Bellissima! Venite con me! Musica… che paura avete?
Ma bisogna trovare il punto giusto…
– Ma che musica?
– Un concerto di paradiso. … Ecco qua, fermi! Sentite? Sentite?
…..
Pirandello dopo Nobel 12 Dicembre 1934 ringrazia i lettori francesi_2“…Siamo, qua come agli orli della vita, Contessa. Gli orli, a un comando, si distaccano; entra l’invisibile: vaporano i fantasmi. È cosa naturale. Avviene, ciò che di solito nel Pirandello le Manisogno. Io lo faccio avvenire anche nella veglia. Ecco tutto. I sogni, la musica, la preghiera, l’amore… tutto l’infinito ch’è negli uomini, lei lo troverà dentro e intorno a questa villa„

Luigi Pirandello, I giganti della montagna

…et quod sequitur

Maria Amici

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Claudio Abbado: in memoria

via mamurio.it

via mamurio.it

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Oggi, 20 gennaio 2014, Claudio Abbado si spegne, nel silenzio.

via theguardian.com

via theguardian.com

Non è un eccesso, in riguardo ad una persona e un personaggio di tale profilo eppure di discrezione pari all’abnegazione, precisare che non necessita di presentazioni, tanto meno della mia.

via digitalconcerthall.com

via digitalconcerthall.com

Desidero qui solo partecipare – con la famiglia e con chi lo ammirava ed amava – il dolore autentico che provo a leggere della Sua scomparsa.

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via livejournal.it

via livejournal.it

Le sue interpretazioni, che ho preziosamente amato, sono state -per me e per tanti- di profonda ispirazione e compagne di vita nei momenti critici infondendo, se non serenità, Significato.

Lo onoro quale musicista eccelso e spirito di eccezionale tempra in umanità, coscienza e virtù civile.

via contattonews.it

via contattonews.it

Rispetto e ammiro oltre che il mirabile Direttore d’Orchestra, il Claudio Abbado Ichneuta, anch’egli ‘segugio’, cultore e trasmettitore instancabile di Arte e Conoscenza.

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Grazie, Maestro.

A presto.

et quod sequitur..

Maria Amici

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Abbado via web

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Claudio Abbado conduce la Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven, HD


In memoriam

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In memoria di

Luigi Pirandello

10 dicembre 1936

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..et quod sequitur
Maria Amici
10 dicembre 2013

immagine di base reperita su web – via medias.en.expertissim.com – con modifiche personali e citazione (c)

immagine di base reperita su web con modifiche personali e citazione (c)


Et quod sequitur…

Aristotle, beginning of Physics. Medieval latin manuscript, original Greek text added in the margins. public domain. Source: http://people.bu.edu/

Aristotle, beginning of Physics. Medieval latin manuscript, original Greek text added in the margins. public domain. Source: http://people.bu.edu/

Et quod sequitur si ritrova spesso nei manoscritti quale formula che assimileremmo, non sempre in modo preciso, al nostro ‘eccetera’ – che peraltro proviene da et cetera.

“E ciò che segue”, può banalmente tradursi, e a volte, “e ciò che ne consegue”.

Da qualche tempo mi fa da sigla di congedo, quell’“E ciò che segue”, a firmare, segnalare, sigillare.. sanzionare fra amarezza e spirito socratico l’esser consapevole che tutto ciò che scrivo – e che sono – è sensibile di incompiutezza e di perfettibilità e non di meno il mio desiderio di tornarci sopra, a seguito di ulteriori studi di approfondimento.

manoscritto autografo firmato ("Quasimodo dicembre '39") della poesia Anacreonte. Artèmone, con correzioni

manoscritto autografo firmato (“Quasimodo dicembre ’39”) della poesia Anacreonte. Artèmone, con correzioni

Questo è un versante dell’atteggiamento, e peraltro si sfibra anche nei ripetuti interventi di lima dopo la pubblicazione; l’altro, lo stesso per cui quando invio una mail è spesso ugualmente seguita da una mezza dozzina di riprese, come i miei amici sanno, è riassumibile in una vecchia canzone incisa da Mina con Beppe Grillo, la psichedelica, convulsa e farneticante “Dottore”.

Che, ad un certo punto, seguendo i contorsionismi mentali di uno psicotico (peraltro così normale…) afflitto evidentemente da più disturbi, dallo schizoide al maniacocompulsivo all’ipocondriaco (..et quod sequitur…) sfiata, a riprendere l’ansia patologica di chi ha bisogno di rivedere nell’immaginazione sovreccitata, tra circonvoluzioni eclettiche e inconsequenziali, ogni singola parola detta per tentare di controllarne gli esiti nell’altro, in un:

e mi sa che avrei bisogno, 
bisogno di una mano 
appena uscita da un saluto…

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Naturalmente il video è qui proposto solo per ragioni esemplificative, i diritti appartengono.. agli aventi diritto. Lo stesso si dica delle immagini dei manoscritti, reperite sul web: senza pretese.


musica e poesia: La mia fanciulla, di Umberto Saba

Di Umberto Saba leggiamo e ascoltiamo, qui,

La mia fanciulla“.

La mia fanciulla snella e polposetta
è come un arboscello con le poma:
una ne mangi ed un’altra t’alletta.

La mia piccola cara è una bambina.
Teme, se tardi rincasa, legnate
suo castigo di quando era piccina

E quando fa quella proibita cosa
si volge, e manda sospettose occhiate,
per veder se la mamma è là nascosa.

La mia piccola cara è troppo audace.
Mette la testa con la grande chioma
fra le mani, e mi guarda a lungo e tace

Durante questo nostro esperimento di fruizione sinestetica, ascoltiamo, di Andrea Amici, il madrigale gioioso per coro a cinque voci sullo stesso testo di Umberto Saba

(leggi l’analisi dell’Autore).


..but…

“…but how strange

the change

from major to minor… ”

(da Every time we say goodbye, di Cole Porter)

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“Lady sings the blues”

-video reperito su internet-

Negra? Non si vede?
Cantante? Ascoltami e vedrai
Puttana? Sì, ho fatto anche quello
E bevo anche come quattro uomini
Non mi fai paura, ho suonato in posti peggiori di questo
In bar di cow boys nel sud dove mi sputavano addosso
In una città dove il giorno stesso avevano linciato un nero
A New Orleans dove un diavolo alla moda
Ogni sera mi regalava fiori di droga
E a Chicago mi innamorai di un trombettista sifilitico
E all’uscita del night mi hanno spaccato la bocca
Sotto la pioggia da una stazione all’altra
Lady sings the blues

Negra? Sì, ma ci sono abituata
Cantante? Canto come una gabbia di uccelli
Note gravi e alte, e tutto il repertorio
Posso svolazzare come quelle belle cantanti dei film
E poi posso piantarti una ballata nel cuore
Vuoi strange fruit? Vuoi midnight train?
Posso cantartela anche da ubriaca
O con un coltello nella schiena
O piena di whisky e altro, perché sono una santa
E il mio altare è nel fumo di questo palco
Dove Lady sings the blues

Negra? Negra e bellissima, amico
Cantante? Non so fare altro
Puttana? Beh sì ho fatto anche quello
E bevo come quattro uomini
Non toccarmi o ti graffio quella bella bianca faccia
Posate il bicchiere, aprite quel poco che avete di cuore
State zitti e ascoltate io canto
Come se fosse l’ultima volta
Fate silenzio, bastardi e inchinatevi
Lady sings the blues

E quando tornerete a casa dite
Ho sentito cantare un angelo
Con le ali di marmo e raso
Puzzava di whisky era negra puttana e malata
Dite il mio nome a tutti, non mi dimenticate
Sono la regina di un reame di stracci
Sono la voce del sole sui campi di cotone
Sono la voce nera piena di luce
Sono la lady che canta il blues

Ah, dimenticavo… e mi chiamo Billie

..Billie Holiday

Lady sings the blues

di Stefano Benni


.. quale storia tu vuoi che io.. racconti..

Le mani leggere e penetranti

e piove sugli impermeabili e ..non sull’anima.

Vicino e sfuggente.

Scivola via sempre lontano, intrinsecamente dentro e impietosamente altrove, distaccato.
Disincanto malinconia consapevolezza
e disillusione.

(Paolo Conte: Gli impermeabili – video reperito su YouTube – seen on YouTube, no infringement intended – )


Andrea Amici: “Regina coeli”

Andrea Amici: “Regina coeli

“Un brano per coro di voci bianche, coro misto e orchestra, originariamente composto per soprano e organo ed eseguito, nella prima versione, al Santuario della Madonna di Montalto di Messina. Adesso viene proposto a distanza di qualche anno con un organico più ampio che sopprime la voce solista e all’organo sostituisce la più variegata tavolozza timbrica orchestrale, ricreando in realtà il brano che acquisisce così un nuovo significato musicale. L’idea fondamentale è quella di creare il senso di una lode che si esprime nella fissità circolare di un linguaggio diatonico totalmente defunzionalizzato„

A chi ascolta, con animo puro o turbato, mi pare che la struttura del brano e la sua orchestrazione suggerisca via via il senso di un’alternativa gioiosa: consapevole, nelle brumosità che poi convergono nella catarsi dell’ascesi finale, che è proprio da quel grembo oscuro e vitale della Ancilla Domini, della terra che pare definire, lugubre, l’esperienza umana, che poi pulsa la Vita.
La “fissità circolare” del linguaggio da Andrea usato si rivela, magistralmente, la stessa ‘ringskomposition’ in cui è suggellata la promessa di Chi dalla sofferenza ‘resurrexit sicut dixit’ e nella Sua Gloria gioiosa e limpida, come nel suo finale, tutto attrae e vertiginosamente rivela il suo reale significato.

Leggi l’analisi dell’opera sul sito dell’Autore


Le nuvole

   Il presente blog risente della suggestione del phrontistèrion di Nephelai di Aristofane come del reale Socrate, della phoitesis mio ideale didattico e di ricerca. Ma anche di una poesia su cui qualcuno, lontano nel tempo e nello spazio ma forse non assente, mi ha condotto a riflettere.

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto

una voglia di pioggia.

LE NUVOLE, di Fabrizio de Andrè


Emeroteca Maurolico Messina

Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

la Ciarla

a cura di Giovanni Pistolato

Oggi nella Storia

"Oggi nella Storia" è un almanacco storico. Ogni giorno, scorrendo il calendario all'indietro, l'appuntamento con un avvenimento del passato.

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aliceinwriting - vita da biblioteca e suggestioni sparse

Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

Andrea Amici

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Non solo Mozart

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