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Paola Radici Colace al Seminario Internazionale “Il Dio Denaro”

Paola Radici Colace
al Seminario Internazionale
“Il Dio Denaro. Per una storia teologico-politica della Moneta”

Il dio denaro_1Nel quadro dei “Seminari di studi sulla storia dei concetti teologico-politici” (Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia), e presentato dal CSIC, il 18 e il 19 gennaio 2018 si terrà a Roma, presso l’École française de Rome, il Seminario Internazionale “Il Dio Denaro. Per una storia teologico-politica della Moneta”, che ospita studiosi di differenti campi disciplinari.

Il seminario è teso a proporre uno studio storico interdisciplinare e cronologicamente trasversale del concetto di “moneta”, fra dimensione teologica e politica, dalle civiltà antiche sino all’epoca contemporanea.
La ricerca spazia in generale dalla storia delle istituzioni politiche, delle religioni monoteistiche (ebraismo, cristianesimo, islamismo), dell’economia, sino alla filosofia, con lo scopo di offrire una lettura critica che focalizzi il significato e le trasformazioni contemporanee di un istituto, quale il denaro, che ha storicamente rivestito “un ruolo chiave” nella rete di rapporti e di scambi umani e sociali e nelle dinamiche della umana convivenza.
IL DIO DENARO 18-19_2018-1bIn particolare il seminario si sofferma sull’attribuzione, al denaro, di una dimensione metafisica, ontologica, religiosa, sia da un punto di vista generale: filosofico, filologico, sociologico; sia soffermandosi sugli ambiti specifici della cultura greca, della cultura ebraica e dell’Antico Testamento, della tradizione cristiana antica e medievale, della giurisprudenza sufi, della filosofia empiristica e liberalistica inglese fino agli economisti contemporanei.
L’analisi, così mirata, fruisce della collaborazione di studiosi di estrazione internazionale e attivi su differenti campi disciplinari.

La prima giornata, il 18 gennaio, si fregerà, infatti, della partecipazione della prof.ssa Paola Radici Colace, Ordinario di Filologia Classica presso l’Università di Messina, che presenterà una stringente comunicazione dal titolo:
“Il denaro da invenzione pericolosa a strumento di salvezza. Tra età greca e prima età cristiana”.

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IL DIO DENARO 18-19_2018-2bCome su altre tematiche qui non menzionate, anche sul tema portante del seminario, l’attribuzione, al denaro, di una dimensione metafisica, ontologica, religiosa, ma in particolare, da parte sua, sui modi della sua lessicalizzazione quale preferenziale strumento di indagine, invero, la prof. Colace ha condotto negli anni studi specifici originali e di indiscussa profondità.
La studiosa, fine filologa e lessicologa di chiara fama internazionale, ha operato scelte coraggiose nell’effettuare e promuovere ricerche di grande carica innovativa che hanno prodotto risultati di assoluta rilevanza, su diversi linguaggi settoriali, quali il lessico dei “vasi”, il lessico didattico-pedagogico, il lessico astronomico-astrologico, il lessico medico, il lessico musicale e appunto il lessico monetale, e sulle loro interferenze sul versante dei significanti e delle metafore connesse, analizzando non solo testi letterari, ma testi tecnici, strumentali, di vastissima afferenza, oltre che fino ad allora altrettanto poco indagati lessici antichi (come il trascurato e assai prezioso Onomasticon di Polluce), manualistica e letteratura di raccolta e di secondo grado.
La docente ha attivato collaborazioni interdisciplinari con colleghi e studiosi degli ambiti referenziali interessati ed è stata responsabile di numerosi progetti facenti capo a CNR e MURST, relativi a tali ricerche; ha soprattutto pubblicato libri e monografie oltre che articoli su riviste nazionali e internazionali suscitando interesse, interlocuzione e plauso da parte della comunità scientifica più autorevole e affermata.

Sul lessico monetale greco, la studiosa è autrice di vari contributi (vedi note infra), concernenti l’intreccio tra “semantica e ideologia”, “simbologia della moneta e filosofia del linguaggio”, lo status di |comunicazione| sovrapponentesi tra moneta e linguaggio, tra convenzione e metaforizzazione, in continuo, osmotico, significativo, dinamismo, e in particolare riguardanti l’attivazione della metafora monetale nei testi religiosi -afferenti sia alla letteratura greca pagana sia alla esegesi biblica e alla patristica-: un processo che, come la filologa ha evidenziato, ha condotto sino all’inserimento, in tali testi, di denaro, moneta e loro lessico, tra referendi e referenti, nella stessa ‘storia della salvezza’.

—NOTE—

Le pubblicazioni della prof.ssa Paola Colace sul lessico monetale, anche in quest’ottica:

P. Radici Colace, Moneta, linguaggio e pensiero nei Padri della Chiesa tra tradizione pagana ed esegesi biblica, in AA.VV., “XVIII Incontro La tradizione – forma e modi”, Roma 7-9 Maggio 1989, “Augustinianum” XXX, 2, 1990, pp. 405-421.

P. Radici Colace, Moneta, Linguaggio e Pensiero nei Padri della Chiesa fra tradizione pagana ed esegesi biblica in Etica ed Economia. Materiali della tradizione cristiana. Supplemento 1/10 a “La Società”. Studi. Ricerche. Documentazione sulla Dottrina Sociale della Chiesa, gennaio/febbraio 2010, pp. 37-60.

P. Radici Colace, Lessico monetario in Cassiodoro: simbologia della moneta e filosofia del linguaggio, in “Dalla corte di Ravenna al Vivarium di Squillace”. Atti del Convegno Internazionale di Studi (Squillace, 25-27 ottobre 1990) a cura di S. Leanza, Soveria Mannelli 1992, pp. 1-17.

P. Radici Colace, Comunicare con le monete, in AA.VV.” La “parola” delle immagini e delle forme di scrittura. Ciclo di lezioni su “Modi e tecniche della comunicazione nel mondo antico” (DISCAM I), Soveria Mannelli 1998, pp. 75-91.

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, Il commento “svuota” il testo: la trasformazione dei “realia” (monete, bisacce, vasi) dal “Nuovo Testamento” ai commentatori, tra polemiche dottrinali e riattualizzazione catechetica, in AA.VV., “Studi sulla tradizione classica per Mariella Cagnetta”, a cura di Luciano Canfora, Bari, Laterza, 1999, pp. 457-473.

P. Radici Colace, Il Dio monetiere, in Conii e scene di coniazione a cura di L. Travaini e A. Bolis, “Monete 2”, ed. Quasar, Roma 2007, pp. 13-25.

e inoltre:

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, La moneta dell’Ade (Pherecr. fr. 81,1 168 K. = Poll. 9,83, 21-25), “ASNP” s.III, 1987, pp. 971-979.

M. Caccamo Caltabiano – P. Radici Colace, Dalla premoneta alla moneta. Lessico monetale greco tra semantica e ideologia, “Studi e testi di storia antica”, 3, ed. ETS, Pisa 1992, pp. XIII + 219 e tavv. I-VI (la divisione delle parti è a p. 4).

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, Economia premonetale e monetale in Epicarmo, “GIF” n.s. XII (XXXIII), 1981, pp. 57-67.

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, Il siglos dalla fase premonetale a quella monetale, “ASNP” s. III, XVI, 1986, pp. 1-14 + 3 tavv.

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, L’eponimia monetale: dall’esperienza orientale a quella di età ellenistica, “Quaderni Ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche” XVI, 1987, pp. 29-46.

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, Aspetti metrologico-ponderali, socio-legali e ideologici nel lessico monetale greco, “Messana” III, 1990, pp. 251-279.

P. Radici Colace – M. Caccamo Caltabiano, Lessico monetale greco, in AA.VV., “Atti del I Seminario di Studi sui Lessici Tecnici Greci e Latini”, pp. 139-157.

P. Radici Colace, Monete e Vasi: lessici e “Realien”, 6 Marzo 2003, in primo Incontro di Studio del Lexicon Iconographicum Numismaticae su La tradizione iconica come fonte storica. Il ruolo della Numismatica negli studi di iconografia, (Messina, 6-8 marzo 2003), a cura di M. Caltabiano, D. Castrizio, M. Puglisi (Semata e signa 1), Reggio Calabria 2004, pp. 281-300.

M. Caccamo Caltabiano – P. Radici Colace, La storia della moneta romana nell’Anonimo del “De rebus bellicistra ideologia e “realtà” economico-monetali, in “Scienze dell’antichità. Storia, archeologia, antropologia” 11, 2001-2003, (2005), pp. 251-265.

-Note generali:

*Il Seminario sul sito dell’Università degli studi di Trento (clic)

**L’“École française de Rome” è ente pubblico a carattere scientifico, culturale, professionale dedito alla ricerca su “Storia, Archeologia, Scienze sociali”; fondato nel 1875, è posto sotto la tutela del Ministère de l’éducation nationale, de l’enseignement supérieur et de la recherche (clic).
L’individua quale propria missione fondamentale la ricerca e la formazione ad essa, nel campo dell’archeologia, della storia, delle scienze umane e sociali, dalla preistoria ai giorni nostri, in uno spazio geografico che comprende Roma e l’Italia, il Maghreb e i paesi del Sud-Est europeo sulle coste del mar Adriatico, e in collaborazione con programmi di ricerca internazionali, su scavi archeologici e incontri scientifici.
Il sito dell’École française de Rome (clic)
L’“École française de Rome” è ubicata a Roma in piazza Navona, 62, 00186 Roma RM. Telefono: 06 6842 9001 – Indicazioni stradali su Google Maps (clic)
Eventi – tra cui il seminario in oggetto (clic)
Il seminario “Il dio denaro. Per una storia teologico-politica della Moneta” sul sito dell’École française (clic)

***Il CSIC, “Consejo Superior de Investigaciones Científicas”, Centro de Ciencias Humanas y Sociales di Madrid, è una delle maggiori istituzioni pubbliche di ricerca spagnole ed europee. Il suo obiettivo primario è di svolgere e promuovere ricerche finalizzate al progresso scientifico e tecnologico, in collaborazione con enti spagnoli e stranieri.
Il sito (clic).

–  n.b. Le immagini sono reperite sul web-

 

 

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Parla di Nephelai…

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

Forse qualcuno ricorderà quando emozionata ho riferito d’esser stata ospitata tra i contributi del sito-portale PirandelloWeb (che invito tuttora a sostenere)…

Qualche tempo invece fa ho ricevuto un messaggio da parte di Michaela Di Cesare, assai interessante  commediografa canadese (vincitrice dei MECCA awards nel 2011 ‘for Best

Accoglienza di 8 ways… di M. Di Cesare

Text’), che mi ha chiesto un’informazione relativa ad Antonietta Portolano, la moglie di Luigi Pirandello, sulla quale sta scrivendo.

Antonietta Portolano

Antonietta Portolano

Sono ben lieta della possibilità d’esser stata “tempestivamente” utile alla Lettrice e all’Artista, nel mio “In morte di Antonietta“, ed ivi l’ho peraltro ringraziata per avermi dato modo di aggiungere al post, dopo la mia ricerca, la notizia che Lei cercava.

Ringrazio ancora di cuore l’attenta scrittrice per aver ritenuto di segnalare il contributo e la mia pagina su Antonietta sul suo Diario di Facebook, con parole di stima nei confronti miei, dello studio e della passione che mi animano:

«This wonderful Italian scholar and blogger absolutely saved my life by telling me where Antonietta is buried.
I’m so saddened by how close I came to the site this past summer in Rome. I wish I had visited you, Mrs. Pirandello».

Veduta cimitero monumentale Verano immagine già su web Romasparita.eu

Veduta cimitero monumentale Verano. immagine già su web Romasparita.eu

Condivido anch’io il desiderio di soffermarmi sulla tomba di Antonietta: e quanto di più peraltro avrei voluto visitare la casa di Pirandello in via Bosio, o meditare accanto alla sua (involontaria) sepoltura…

Il Villino di via Antonio Bosio in una foto d'epoca via web studiodiluigipirandello.it

Il Villino di via Antonio Bosio in una foto d’epoca via web studiodiluigipirandello.it

La tomba di Pirandello al Caos, via http://pirandellowebblog.blogspot.it

La tomba di Pirandello al Caos, via http://pirandellowebblog.blogspot.it

Felice e grata di aver avuto la possibilità di entrare in contatto con chi guarda con occhi e cuore d’artista la figura di Luigi Pirandello e di quanti gli furono intorno, ringrazio ancora Michaela, e resto in attesa di poter leggere la commedia in preparazione, augurandole ogni bene.

E’ così suggestivo sentir ‘vivere’ quali personaggi il Maestro e la sua famiglia, i suoi cari, e insieme coglierne i palpiti di vita nella nostra, e talora gli spasimi: più ancora forse sentirli vivere, pirandellianamente, avendo acquisito una propria autonomia, nelle mille sfaccettature prismatiche delle risonanze che ognuno di noi percepisce ed esprime, nella passione per la lettura e talora nell’empatia che risentiamo per Luigi Pirandello…

..et quod sequitur…
Maria Amici


..in un vuoto senza fine…

“Siamo molto superficiali, io e voi.

Pirandello immortalato dai fotografi alla notizia del conferimento del Nobel (mentre scrive:

Pirandello immortalato dai fotografi alla notizia del conferimento del Nobel (mentre scrive: “Pagliacciate!”) – Studio di via Antonio Bosio 15, Roma, 9 Novembre 1934

Non andiamo ben addentro allo scherzo, che è più profondo e radicale, cari miei. E consiste in questo: che l’essere agisce necessariamente per forme, che sono le apparenze ch’esso si crea, e a cui noi diamo valore di realtà.
Un valore che cangia, naturalmente, secondo l’essere in quella forma e in quell’atto ci appare. E ci deve sembrare per forza che gli altri hanno sbagliato; che una data forma, un dato atto non è questo e non è così. Ma inevitabilmente, poco dopo, se ci spostiamo d’un punto, ci accorgiamo che abbiamo sbagliato anche noi, e che non è questo e non è così; sicché alla fine siamo costretti a riconoscere che non sarà mai né questo né così in nessun modo stabile e sicuro

Bozza originale di

Bozza originale di “Uno, nessuno e centomila”, capitolo IV. “Scusate ancora…”, pag. 58 – Tra 1909 e 1926. Public domain in Italy, L.633:1941

ma ora in un modo ora in un altro, che tutti a un certo punto ci parranno sbagliati, o tutti veri, che è lo stesso; perché una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile.
La facoltà d’illuderci che la realtà d’oggi sia la sola vera, se da un canto ci sostiene, dall’altro ci precipita in un vuoto senza fine, perché la realtà d’oggi è destinata a scoprire l’illusione domani.
E la vita non conclude.
Non può concludere.
Se domani conclude, è finita”.

da Uno, nessuno e centomila, di Luigi Pirandello

Maria Amici
..et quod sequitur


Del candore…

  Pirandello dopo Nobel 12 Dicembre 1934 ringrazia i lettori francesi_3Felice di aver potuto essere utile, con semplicità, ad una giovane studiosa di Pirandello, Pina Spampanato, autrice di un contributo recentemente presentato a Praga, in corso di stampa (e dal titolo assai accattivante: “Risate pirandelliane come meccanismo di disvelamento”).

pirandelloPina ha chiesto al gruppo PirandelloWeb (afferente al qui più volte citato sito padre) di procurarle il raro testo della commemorazione funebre tenuta da Massimo BontempelliPirandello, o del candore, pronunciata dinanzi alla Regia Accademia d’Italia in Roma il 17 gennaio 1937. Grazie ad una fortunata consultazione di qualche anno fa – e al mio famigerato archivio, ricco unicamente per motivi di studio – ho potuto far opera di servizio culturale: e io ci credo veramente.Nuova Antologia 1937.1feb.1557 Bontempelli Massimo Pirandello o del candore Prima pagina

Che cosa vi aspettate da me?… Penso che qui siamo già in troppi

Così esordiva l’amico Bontempelli – amico che non sempre Pirandello poté forse considerare tale, ma che aveva colto uno dei tratti fondamentali del Maestro, dell’Uomo oltre che nell’Autore: il candore, la purezza, il pudore.


 La conferenza fu pubblicata sulla Nuova Antologia dell’1 febbraio 1937, n.1557, quindi in Massimo Bontempelli, Introduzioni e discorsi, Milano : Bompiani, 1964. Qui ne ho accennato commentando “La rosa“, una delle Novelle per un anno.

   Il sommario e la prima pagina della commemorazione sulla Nuova Antologia (tutti i diritti appartengono ai rispettivi proprietari)

..et quod sequitur
Maria Amici


..caddi come una lucciola…

 

Via web

Via web

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28 giugno, il Tuo compleanno.

Grazie per questo Tuo pur involontario – e doloroso – soggiorno, Maestro.
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IMG_207065106116456..

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..ora che prevedo prossima la mia partenza, mi metto a dire in faccia a tutti le informazioni che darò, se m’avverrà che altrove mi si domanderanno notizie su questo mio involontario soggiorno sulla Terra,

Via web

Via web

dove una notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d’olivi saraceni affacciata agli orli d’un altipiano d’argille azzurre sul mare africano…

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..et quod sequitur…
Maria Amici


..dentro e intorno a questa villa…

Giganti della montagna Giardino di Boboli 1937 - immagine di qualità ridotta reperita su web-

I Giganti della montagna, Giardino di Boboli 1937 – immagine di qualità ridotta reperita su web-

– Ma no, sei matto! – Che musica?
– Bellissima! Venite con me! Musica… che paura avete?
Ma bisogna trovare il punto giusto…
– Ma che musica?
– Un concerto di paradiso. … Ecco qua, fermi! Sentite? Sentite?
…..
Pirandello dopo Nobel 12 Dicembre 1934 ringrazia i lettori francesi_2“…Siamo, qua come agli orli della vita, Contessa. Gli orli, a un comando, si distaccano; entra l’invisibile: vaporano i fantasmi. È cosa naturale. Avviene, ciò che di solito nel Pirandello le Manisogno. Io lo faccio avvenire anche nella veglia. Ecco tutto. I sogni, la musica, la preghiera, l’amore… tutto l’infinito ch’è negli uomini, lei lo troverà dentro e intorno a questa villa„

Luigi Pirandello, I giganti della montagna

…et quod sequitur

Maria Amici


Scrittori e lettori. ‘Il ragazzo che giocava con le stelle’ di G.Versace

VOLANTINO versace RC 72Nei boschi narrativi. Scrittori e lettori a confronto”. Dal sapore ‘echiano‘ il “percorso di letture e approfondimenti ideato dall’Associazione culturale Pietre di Scarto”, che ospita il 31 gennaio 2014 a Reggio Calabria due conversazioni con Graziano Versace , autore del libro “ Il ragazzo che giocava con le stelle „ , ed. San Paolo 2013*, articolate in un incontro mattutino con alunni del Liceo Scientifico e un momento di dialogo nel pomeriggio.

la copertina del libro

Dalla matrice del decimo Convegno Nazionale sulla letteratura organizzato dall’associazione nell’aprile 2013, “Nei Boschi narrativi alla ricerca del lupo”, continua l’osmosi tra fruitori di letteratura -scrittori e lettori- e studenti, educatori e amanti della lettura quali interlocutori privilegiati.

Un'immagine di Graziano Versace, l'AutoreIl nuovo romanzo di Versace offrirà spunto di riflessione e confronto su temi che coinvolgono, nella Storia e travalicandola, il nodo esistenziale ineludibile dell’Uomo stesso alle prese con il proprio essere e quanto di esso, intriso dolorosamente di terreno, si fa metafisica e scintilla dell’Oltre.

Siamo tutti invitati.

..et quod sequitur…

Maria Amici

VOLANTINO versace RC 72


Perché non sia solo oggi…

il ragazzo versace imgFAC

Desidero ricordare questo libro:

 Il ragazzo che giocava con le stelle „

di Graziano Versace *

Soprattutto oggi, perché non sia solo oggi
#‎GiornataDellaMemoria‬

Semplicemente,
G r a z i e 
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..et quod sequitur…

Maria Amici

la copertina del libro

la copertina del libro ((C) dell’autore); l’immagine precedente ne è una mia rielaborazione


Ricordo di Arnoldo Foà

ArnoldoFoà via arnoldofoa.it per essere attori

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“Per essere attori bisogna prima di tutto essere„

la sua incisiva epigrafe che presenta l’uomo di teatro, il regista, l’attore, attivo nel cinema e nella tv sin dagli albori della RAI, non meno dello scrittore.

Dentro chi di noi non vibra ancora la voce* profonda, segnata, indimenticabile, di Arnoldo Foà? [*vd. infra]

ArnoldoFoà via arnoldofoa.itL’uomo, attraversato un secolo (era nato nel 1916), è morto oggi, 11 gennaio 2014: ma Arnoldo Foà è ancora vivo, in chi vuol risentire anche solo in una sua dizione di poesia, una fra le miriadi, o persino nella battuta di uno dei tanti -valevoli- sceneggiati del passato, l’afflato della Cultura vissuta in prima persona, in un progetto esistenziale che affratella purtroppo pochi.

Pirandello conversa con Ruggeri al teatro Argentina

Pirandello conversa con Ruggeri al teatro Argentina

Tra i tanti (da Ibsen a Anouilh a Shaw, da Eschilo a Sofocle a Euripide, da Shakespeare a Molière a Turgenev, da Plauto a Rosso di San Secondo a Hugo a Cecov…,  -ma con impegno particolarmente sentito-, di Pirandello Foà fu spesso interprete:

recitò nell‘Enrico IV con Ruggero Ruggeri nel 1945,

Diana e la Tuda, 1971

Diana e la Tuda, 1971

fu Diego Spina nel Lazzaro di Claudio Fino del 1952,

il Prof. Barranco in Ma non è una cosa seria di Squarzina nel 1957 con la compagnia Pagnani-Villi-Foà-Ferzetti;

in Maschere Nude, regia di Puggelli, nel 1975, interpretò il dottor Hinkfuss, e lo stesso personaggio in

Diana e la Tuda, 1971

Diana e la Tuda, 1971

Questa sera si recita a soggetto, regia di Parodi, nel 1982;

inoltre, fu ne L’Ultimo Viaggio di Pirandello di B. Belfiore, regia di P. Gazzara, del 1991.

Diana e la Tuda, 1999

Diana e la Tuda, 1999

Prestò la propria regia anche alla lirica, mettendo in scena l’Otello di Giuseppe Verdi, Il pipistrello di Strauss e, come aveva fatto, da pioniere, lo stesso Pirandello del Teatro d’Arte di Roma il 28 aprile 1925 alla presenza del compositore, l’Histoire du soldat, di Igor Stravinskij.

Diana e la Tuda, 1999

Diana e la Tuda, 1999

Ma di Diana e la Tuda nel 1971 a Palermo, nel 1979 a Roma con Paola Pitagora, nel 1984 e poi nel 1999-2000 con Giada Desideri, offrì una propria lettura sia nell’interpretazione di Giuncano sia nella regia: qui sul meritorio PirandelloWeb gli Appunti di regia di Arnoldo Foà, una sua penetrante riflessione che ben lumeggia un’opera di Pirandello spesso fraintesa o trascurata dal pregiudizio e dall’oblio.

Ci lascia con ironia, Foà** [vd. infra], la stessa di cui diede prova in Io sono il teatro: Arnoldo Foà raccontato da Foà***.

Un addio senza tempo.

In perpetuum, frater, ave atque vale 

..et quod sequitur…
Maria Amici

n.b. Le immagini di Arnoldo Foà sono tratte dal sito ufficiale.

*Il canto I dell’Inferno recitato da Arnoldo Foà

*Una Lectura Dantis

***Io sono il teatro, film-documentario di Cosimo Damiano Damato, “fra ironia, poesia e impegno civile”

**Buonasera


2013 in review

Il 2013 di Nephelai secondo WordPress …

Grazie d’avermi seguito e… auguri d’un 2014 sereno, ricco di interessi e Conoscenza!

… et quod sequitur..

Maria Amici

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2013 annual report for this blog.

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 15,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 6 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.


Emeroteca Maurolico Messina

Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

Giovanni Pistolato

Blog letterario

Oggi nella Storia

"Oggi nella Storia" è un almanacco storico. Ogni giorno, scorrendo il calendario all'indietro, l'appuntamento con un avvenimento del passato.

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Nephelai

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aliceinwriting - vita da biblioteca e suggestioni sparse

Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

Andrea Amici

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blog de philosophie imprévisible, dir. Jean-Paul Galibert