Archivi tag: Marta Abba

In silenzio?

Il soggetto del primo film sonoro italiano in assoluto fu tratto da una novella di Luigi Pirandello.

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Eccone in alto, grazie alla solerzia di Silvia Montanari, la locandina; quella in basso è opera forse del pittore cartellonista Anselmo Ballester.

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La memoria, si sa, non mi assiste granché… ricordavo il fatto in sé, non il titolo: “La canzone dell’amore”.

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Fu effettivamente il primissimo film sonoro italiano, produzione nel 1930 di quella Cines di Pittaluga così spesso citata (e imprecata) da Pirandello in pittoreschi brani di lettere a Marta Abba.
(Mal) ricavato dalla novella “In silenzio”, opportun(istic)amente rimaneggiata da regista e sceneggiatore (rispettivamente Gennaro Righelli e Giorgio Simonelli), il film durante la lavorazione mutò titolo da “La piccola Butterfly” a “In silenzio” all’attuale. La decisione finale fu forse dettata da intenti promozionali, perché esso fosse sospinto di più grazie alla canzone del famoso, apprezzato C.A.Bixio: “Solo per te, Lucia”…

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La pellicola non ebbe però gran successo di pubblico, se non per la novità sorprendente, quindi solo in prima battuta. Tra gli spettatori, molti non capirono la difficoltà e il mancato effetto nel soggetto; i più raffinati non apprezzarono lo stravolgimento della novella, volgarmente banalizzata e cui fu imposto un lieto fine. Invece proprio la canzone restò, e resta tuttora, nell’ immaginario sonoro collettivo…

…et quod sequitur

Maria Amici


In memoriam…

 

( il fotomontaggio è mio, le immagini di base sono reperite sul web )

( il fotomontaggio è mio, le immagini di base sono reperite sul web )

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Condividiamo la venerazione, Marta

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….et quod sequitur..

Maria Amici


…venerazione.

Ample make this Bed,
Make this Bed with Awe –
In it, wait till Judgment Break
Excellent, and Fair –

Be it’s Mattrass straight
Be it’s Pillow round –
Let no Sunrise’ Yellow noise
Interrupt this ground –

(Emily Dickinson. J829, 1864)

Marta Abba e l'urna greca che contenne le ceneri di Luigi Pirandello, al Caos

Marta Abba e l’urna greca che contenne le ceneri di Pirandello, al Caos

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et quod sequitur

Maria Amici


Pirandello o….. la stanza della tortura!

A Castiglioncello, Pirandello con altri amici incalza la "vittima", Silvio D'Amico. Da destra, la figura femminile è forse Paola Masino; quindi Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Mario Labroca musicista e fratello della nuora di lui, Marta Abba, Silvio D'Amico, Nicola De Pirro. Estate 1933?

A Castiglioncello, Pirandello con altri amici incalza la “vittima”, Silvio D’Amico. Da destra, la figura femminile è forse Paola Masino; quindi Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Mario Labroca musicista e fratello della nuora di lui, Marta Abba, Silvio D’Amico, Nicola De Pirro. Estate 1933? – Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari – reperita su web.

Emerse da differenti occasioni di ricerca – come nodi sulla superficie del mare, a punteggiare una rete sommersa di vita lontana e neppure immaginata -, queste inattese fotografie evocano una sdillabrata sequenza estiva, un patrimonio di ricordi vivi non soltanto nei discendenti, ma certo di loro più personali.

Apparentemente effettuati a pochi momenti di distanza, gli scatti sembrano alludere ad una situazione scherzosa che può aver previsto come vittima il critico teatrale Silvio D’Amico, e

Castiglioncello, estate 1933, Pirandello con altri amici: da sinistra Francesco Di Cocco, "ai remi" Nicola De Pirro, quindi una incombente Marta Abba, Marcella Pavolini, Mario Labroca, Silvio D'Amico ancora "vittima", Paola Masino, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello.  - Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari - reperita su siba3.unile.it/

Castiglioncello, estate 1933, Pirandello con altri amici: da sinistra Francesco Di Cocco, “ai remi” Nicola De Pirro, quindi una incombente Marta Abba, Marcella Pavolini, Mario Labroca, Silvio D’Amico ancora “vittima”, Paola Masino, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello. – Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari – reperita su siba3.unile.it/

quali ‘carnefici’, in questa improvvisata stanza della tortura (la nota esegesi critica di Macchia che scolpiva ben altri contesti pirandelliani), gli amici della comitiva, da Bontempelli a Labroca, da De Pirro a Paola Masino, da Marta Abba a Marcella Pavolini, a un insolitamente divertito Luigi Pirandello.

Ambientazione: Castiglioncello, meta di vacanze estive del jet-set letterario-teatrale: un entourage nella cui orbita esterna – rivela egli stesso dalle pagine della “Nuova Antologia” di cui sarebbe stato redattore e poi direttore – si aggirava anche, con altri coetanei quali i nipotini di Pirandello, i figli e nipoti di D’Amico, un Giovanni Spadolini bambino allora naturalmente ignoto…

et quod sequitur

Maria Amici

Pirandello al Lido di Camaiore. Una vogata solitaria in pattino… sulla spiaggia

Pirandello al Lido di Camaiore. Una vogata solitaria in pattino… sulla spiaggia – Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari – reperita su web.


Rossella Falk su “La locandiera”

Rossella Falk

Rossella Falk
Roma: 10 novembre 1926 + 5 maggio 2013

Sentito profondamente «il ricordo della grandissima signora del teatro italiano, Rossella Falk» – “Quegli occhi più occhi di così” – pubblicato da Silvia Montanari sul suo suggestivo blog “La Locandiera .

Un blog, quello di Silvia, dedicato alla Roma… si potrebbe dire “che non c’è più” – se non fosse che a respirarla profondamente la si percepisce, con nostalgia, nelle strade e tra le persone: malgrado spesso facciano di tutto per negligerla, per tradirla, per dimenticarla e dimenticarsi.

Dal blog "La Locandiera"

Dal blog “La Locandiera”

Non la smarrisce né si smarrisce Silvia, però: che con spirito fine e più raffinato – e un bagaglio di studi e sentire non indifferente, in specie, e non solo, sul Teatro e la sua storia – sa fare da ospite e da guida intellettuale nel difficile, non puntiforme, ‘momento di trapasso’: non è un caso, quel nome, “la locandiera”.

Siamo dunque condotti noi ospiti, dall’ospite e ispiratrice e guida e comes suscitati e accompagnati, nella sapiente, dosata evocazione del passato, tra fatti e atteggiamenti e avventure culturali e di costume, tra una cartolina e una fotografia, un diario di viaggio (di Dickens!) e un biglietto

Dal blog La locandiera

Dal blog La locandiera

d’invito vergato a mano (di Eleonora Duse!), da una memoria (di Flaubert…) a una battuta al fulmicotone (di Petrolini), da una lettera di Ungaretti a una di Pasolini – e tanto altro – , a una lettera d’amore (…di due sconosciuti) in un’involontaria, così inedita, “macchina del tempo” (il Colosseo): macchina del tempo esso stesso, questo suo blog, fantastico, viaggio alla riscoperta dell’immaginario comune e in esso della storia della nostra cultura.

Ed ecco che dalle sue pagine rivive il Pirandello giovane studente ma già consapevole del ‘crollo’ sociopolitico che avrebbe infisso ne I vecchi e i giovani; la magia e l’allucinazione della [sua] «gioia di esserci», a Roma – ma al contempo la Roma acquasantiera e portacenere, nel non facile rapporto con la

Dal blog La locandiera

Dal blog La locandiera

Città e l’Italia: di lui, “viaggiatore senza bagaglio” in Europa e nel mondo, che poi a Roma si spense insalutato. Ma, come dai suoi libri, traspira ancora dai libri suoi, del suo studio, che anch’esso ci si schiude nel blog.

Tra le pagine de La locandiera, emozionati viviamo con lui il primo incontro con la grande attrice Marta Abba -anch’ella negletta-;  e insieme con lei, con lui, compunti diamo l’ultimo saluto ad un’altra attrice, che di Pirandello fu sensibile, intelligente, profonda –insostituibile– interprete: Rossella Falk.

«Grazie, Rossella».

E… grazie, Silvia.

Et quod sequitur

Maria Amici


Autori, attori e personaggi…?

Pirandello dirige Marta Abba e Lamberto Picasso ne La nuova colonia, 1928.

Pirandello dirige Marta Abba e Lamberto Picasso ne La nuova colonia, 1928.

Con un certo rammarico mi rendo conto di una mesta congiuntura: in pochi mesi quest’anno sono mancate ben tre attrici che, con differenti intensità e continuità, hanno legato il loro nome e la loro professionalità all’interpretazione (o anche alla regia) del repertorio drammatico pirandelliano.

Immagini reperite sul web. Il fotomontaggio è mio. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Immagini reperite sul web. Il fotomontaggio è mio. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Ho voluto ricordarle su Nephelai, che proprio a Luigi Pirandello è ultimamente dedicato, con -spero- il dovuto rispetto e talvolta con l’affetto del ricordo e della familiarità.

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

A Mariangela Melato è dedicato il primo post, dell’Undici Gennaio 2013 (link).

Il breve, sentitissimo ricordo del Sei Aprile è per Regina Bianchi (link).

Proclemer in Santa Giovanna di Shaw

L’ultimo, invece, risale ad appena qualche giorno fa, il Venticinque Aprile: una memoria il cui esordio riprende la prima esperienza teatrale di Anna Proclemer (ma anche l’“incontro” con G.B. Shaw), sul filo dell’evocazione di Marta Abba e Eleonora Duse (link):

Eleonora Duse. Immagine reperita su web

Eleonora Duse. Immagine reperita su web

“Anna, «il cammino è là, poco lontano»…„

L’evidente citazione nel titolo è parsa «suggestiva» – così mi hanno pregiato di notare (cosa posso dire?! grazie…) –

E l’allusione c’era: con l’ultima immagine presentata sul post (link), Proclemer nella Figlia di Jorio, avevo tentato una sorta di ringskomposition, riprendendo un’allocuzione alla dannunziana Mila.

Pirandello alle prove della rappresentazione de La figlia di Jorio dirige Marta Abba. Teatro Argentina, ottobre 1934

Pirandello alle prove della rappresentazione de La figlia di Jorio dirige Marta Abba. Teatro Argentina, ottobre 1934

Piuttosto, tuttavia, mi piace immaginarle insieme, queste Signore del palcoscenico, per il «cammino» su cui avranno incontrato i loro Autori: o, chissà, i loro Personaggi…

et quod sequitur

Maria Amici


Anna, “il cammino è là, poco lontano”…

ANNA_PROCLEMERUn debutto impegnativo, quello di Anna Proclemer: era stato segnato, nel 1942, da Nostra Dea, di Massimo Bontempelli, con il Teatro dell’Università di Roma.

Nostra Dea di Bontempelli: l'autore con Lamberto Picasso, Marta Abba, Gina Graziosi, Enzo Biliotti

Nostra Dea di Bontempelli: l’autore con Lamberto Picasso, Marta Abba, Gina Graziosi, Enzo Biliotti

Proprio Nostra Dea suggerisce alla nostra memoria l’incontro artistico di Pirandello con Marta Abba, che (qualche anno dopo aver debuttato a Milano dinanzi a Eleonora Duse)  di Dea fu prima interprete e (a detta di Bontempelli) artefice del primo sicuro successo – non sempre con altre bissato –, il 22 aprile 1925, in occasione della prima esperienza di lei con il Teatro d’Arte del drammaturgo girgentino.

Un paio d’anni prima era nata appunto la Proclemer, oggi mancata a quasi un mese dai novant’anni.

Marta Abba al Teatro Lirico con Santa Giovanna di G.B. Shaw, Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte diretta da G. Salvini, metà febbraio1936 - cCinecittàLuceSpA

Marta Abba al Teatro Lirico con Santa Giovanna di G.B. Shaw, Compagnia dei Grandi Spettacoli d’Arte diretta da G. Salvini, metà febbraio1936 – cCinecittàLuceSpA

Oltre a Pirandello – e più di Pirandello –,

avrebbe interpretato D’Annunzio, Lillian Hellman, George Bernard Shaw (di lui, oltre a La miliardaria, un altro ruolo che era stato anche di Marta Abba: Santa Giovanna), Sartre, Ibsen, Tennessee Williams, O’Neill, Beckett; un brutto, non ispirato Antonio e Cleopatra shakespeariano; il Requiem per una monaca da Camus trasposto dal romanzo di Faulkner; La voce di

proclemer in santagiovannashawCocteau; ancora in teatro, Chi ha paura di Virginia Woolf di Albee e l’Anna dei miracoli per il cui doppiaggio nell’edizione cinematografica italiana avrebbe prestato la propria voce a Anne Bancroft… – I puntini di sospensione sono necessari.

ne La voce di Cocteau

ne La voce di Cocteau

Avrebbe sposato Vitaliano Brancati. Avrebbe lavorato con Giorgio Albertazzi e Vittorio Gassman…

Avrebbe intrapreso anche l’esperienza di regia: in particolare qui la ricordiamo per una commedia di Pirandello: Come prima, meglio di prima.

Di essa sul giù citato sito scrive in maniera volubile, anzi – per citarla – «tiepidamente» (non meno centrifuga, apparentemente, la recensione intitolata «Ecco il mio Pirandello. Anna Proclemer regista dirige se stessa», di Giammusso, ivi reperibile insieme con un’altra risonanza dello stesso autore).

Sul medesimo lavoro, non promette bene, invece, il titolo di una recensione su stampa a nome di Aggeo Savioli: “Anna Proclemer addormenta Pirandello”.

Qualche caduta di ritmo, insomma, in una carriera peraltro significativa, sulla quale in modo più pregnante rimandiamo al suo sito ufficiale, inteso come scritto in prima persona, su cui e di cui, per amara coincidenza proprio oggi!, leggiamo:

Proclemer ne La figlia di Jorio

Proclemer ne La figlia di Jorio

«Il prodotto può essere conservato a temperatura ambiente e non ha data di scadenza. Vale a dire che quando l’attrice “tirerà il calzino”, come dicono magnificamente a Firenze, il Sito resterà qui, per vostro uso e consumo».

E di questo, di ben altro che ti immortala,

grazie, Anna.

et quod sequitur

Maria Amici


un invito, su Sei personaggi in cerca d’autore…

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d'autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d’autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

Mi chiedevo e chiedo anche qui il significato della risata sferzante con cui la Figliastra lascia il teatro e si chiude (ma non «conclude»?) Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello.

A me sono parse, quelle risate, rivolte un po’ a tutto e a tutti…

L'allestimento dei "Sei personaggi in cerca d'autore" di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l'arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

L’allestimento dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l’arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

…nei confronti degli altri Personaggi (le tre reliquie che si presentano infine) e della tragedia sua stessa, della Figlia, e della famiglia (e della Famiglia): in sé e nel «pasticcetto romantico sentimentale» in cui finisce per risolversi (la sua vicenda e l’Essere) nello stesso momento in cui invece esplode;

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce - Fondo Teatro, 11.1936 - 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce – Fondo Teatro, 11.1936 – 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

…nei confronti di Capocomico e attori (e il Teatro tutto e gli spettatori), con i loro fallimentari tentativi di rappresentare il Dramma (con le maiuscole perché trascende il dramma-Sei personaggi) e di essere tali, e di essere “Umani” e “Vivi”, di rappresentare e di essere la Realtà… – e nei confronti della Realtà stessa –

Padre e Figliastra Sei personaggi: Lamberto Picasso e Marta Abba

Padre e Figliastra: Lamberto Picasso e Marta Abba

…non di meno, però, credo, nei confronti della “sistematizzazione” di Personaggio quale ‘assoluto’ (che tanta critica – peraltro vecchia – ha giustamente colto nelle parole del Padre al Capocomico quando gli chiede «Mi sa dire chi è lei?»): ma su cui Pirandello – che pur pare esprimere la ‘solita’ antinomia «esser forma» immutabile / «aver forma» e caducità – si permette, per bocca della sua alleata riottosa e comunque imprendibile, quella rovinosa risata: la lucidità corrosiva dell’Umorismo, appunto, quella risata acre di ironia e di spettrale amarezza…

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d'Autore, messinscena del Teatro d'Arte diretto da L.Pirandello, 1925. - Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d’Autore, messinscena del Teatro d’Arte diretto da L.Pirandello, 1925. – Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Perché sì, anche lei, la Figliastra, nella sua fuga compie la sua essenza di Personaggio (e anche il fatto che stiamo a parlarne testimonia che ella, anzi il Personaggio, è immortale e assoluto):

ma… ride: e fugge – perché non può essere elusa né ingannata – , ed è inattingibile

E secondo me quel palcoscenico – che è la stessa mente creatrice di Pirandello – ‘strappa’ per l’ultima volta il sipario, quella tela ballerina che cade quando non deve, e tutto il resto (Teatro e Vita e Sistema e Uomo) che, visibilissimo ed evidente, non esiste più, invero non è.

E però ride, Pirandello: e ride di tutto e anche di se stesso…

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Se c’è un post provvisorio, è questo: e questo più che gli altri merita la sigla premessa e promessa:

et quod sequitur

Maria Amici


“La vita in Italia s’è fatta irrespirabile„

Ultima facciata di una lettera a Marta Abba, da Nettuno 8.7.1928. Immagine reperita sul web, i diritti appartengono tassativamente ai rispettivi proprietari. Link: http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/immagini/081.jpg

Ultima facciata di una lettera di Luigi Pirandello a Marta Abba, da Nettuno, 8.7.1928. – Immagine reperita sul web, i diritti appartengono tassativamente ai rispettivi proprietari. – http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera4.html

Pirandello.

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La vita, in Italia, 

s’è fatta irrespirabile.

  Fuori! fuori! 

 lontano! lontano! „


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Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

la Ciarla

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Bibliotecaria, copywriter, scrittrice con un passato da redattore editoriale. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà. Postilla doverosa per caratterizzarmi ulteriormente: oltre ai libri, l'enorme, smodata, incontenibile passione per il cinema (sono cresciuta nella videoteca di famiglia, l'ormai serrata Video Days) e per la musica (colonne sonore di film e tanto, tanto, tanto, metal e rock in tutte le sfumature).

Andrea Amici

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existence!

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