Archivi tag: Ruggero Ruggeri

Ricordo di Arnoldo Foà

ArnoldoFoà via arnoldofoa.it per essere attori

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“Per essere attori bisogna prima di tutto essere„

la sua incisiva epigrafe che presenta l’uomo di teatro, il regista, l’attore, attivo nel cinema e nella tv sin dagli albori della RAI, non meno dello scrittore.

Dentro chi di noi non vibra ancora la voce* profonda, segnata, indimenticabile, di Arnoldo Foà? [*vd. infra]

ArnoldoFoà via arnoldofoa.itL’uomo, attraversato un secolo (era nato nel 1916), è morto oggi, 11 gennaio 2014: ma Arnoldo Foà è ancora vivo, in chi vuol risentire anche solo in una sua dizione di poesia, una fra le miriadi, o persino nella battuta di uno dei tanti -valevoli- sceneggiati del passato, l’afflato della Cultura vissuta in prima persona, in un progetto esistenziale che affratella purtroppo pochi.

Pirandello conversa con Ruggeri al teatro Argentina

Pirandello conversa con Ruggeri al teatro Argentina

Tra i tanti (da Ibsen a Anouilh a Shaw, da Eschilo a Sofocle a Euripide, da Shakespeare a Molière a Turgenev, da Plauto a Rosso di San Secondo a Hugo a Cecov…,  -ma con impegno particolarmente sentito-, di Pirandello Foà fu spesso interprete:

recitò nell‘Enrico IV con Ruggero Ruggeri nel 1945,

Diana e la Tuda, 1971

Diana e la Tuda, 1971

fu Diego Spina nel Lazzaro di Claudio Fino del 1952,

il Prof. Barranco in Ma non è una cosa seria di Squarzina nel 1957 con la compagnia Pagnani-Villi-Foà-Ferzetti;

in Maschere Nude, regia di Puggelli, nel 1975, interpretò il dottor Hinkfuss, e lo stesso personaggio in

Diana e la Tuda, 1971

Diana e la Tuda, 1971

Questa sera si recita a soggetto, regia di Parodi, nel 1982;

inoltre, fu ne L’Ultimo Viaggio di Pirandello di B. Belfiore, regia di P. Gazzara, del 1991.

Diana e la Tuda, 1999

Diana e la Tuda, 1999

Prestò la propria regia anche alla lirica, mettendo in scena l’Otello di Giuseppe Verdi, Il pipistrello di Strauss e, come aveva fatto, da pioniere, lo stesso Pirandello del Teatro d’Arte di Roma il 28 aprile 1925 alla presenza del compositore, l’Histoire du soldat, di Igor Stravinskij.

Diana e la Tuda, 1999

Diana e la Tuda, 1999

Ma di Diana e la Tuda nel 1971 a Palermo, nel 1979 a Roma con Paola Pitagora, nel 1984 e poi nel 1999-2000 con Giada Desideri, offrì una propria lettura sia nell’interpretazione di Giuncano sia nella regia: qui sul meritorio PirandelloWeb gli Appunti di regia di Arnoldo Foà, una sua penetrante riflessione che ben lumeggia un’opera di Pirandello spesso fraintesa o trascurata dal pregiudizio e dall’oblio.

Ci lascia con ironia, Foà** [vd. infra], la stessa di cui diede prova in Io sono il teatro: Arnoldo Foà raccontato da Foà***.

Un addio senza tempo.

In perpetuum, frater, ave atque vale 

..et quod sequitur…
Maria Amici

n.b. Le immagini di Arnoldo Foà sono tratte dal sito ufficiale.

*Il canto I dell’Inferno recitato da Arnoldo Foà

*Una Lectura Dantis

***Io sono il teatro, film-documentario di Cosimo Damiano Damato, “fra ironia, poesia e impegno civile”

**Buonasera

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un invito, su Sei personaggi in cerca d’autore…

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d'autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d’autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

Mi chiedevo e chiedo anche qui il significato della risata sferzante con cui la Figliastra lascia il teatro e si chiude (ma non «conclude»?) Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello.

A me sono parse, quelle risate, rivolte un po’ a tutto e a tutti…

L'allestimento dei "Sei personaggi in cerca d'autore" di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l'arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

L’allestimento dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l’arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

…nei confronti degli altri Personaggi (le tre reliquie che si presentano infine) e della tragedia sua stessa, della Figlia, e della famiglia (e della Famiglia): in sé e nel «pasticcetto romantico sentimentale» in cui finisce per risolversi (la sua vicenda e l’Essere) nello stesso momento in cui invece esplode;

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce - Fondo Teatro, 11.1936 - 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce – Fondo Teatro, 11.1936 – 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

…nei confronti di Capocomico e attori (e il Teatro tutto e gli spettatori), con i loro fallimentari tentativi di rappresentare il Dramma (con le maiuscole perché trascende il dramma-Sei personaggi) e di essere tali, e di essere “Umani” e “Vivi”, di rappresentare e di essere la Realtà… – e nei confronti della Realtà stessa –

Padre e Figliastra Sei personaggi: Lamberto Picasso e Marta Abba

Padre e Figliastra: Lamberto Picasso e Marta Abba

…non di meno, però, credo, nei confronti della “sistematizzazione” di Personaggio quale ‘assoluto’ (che tanta critica – peraltro vecchia – ha giustamente colto nelle parole del Padre al Capocomico quando gli chiede «Mi sa dire chi è lei?»): ma su cui Pirandello – che pur pare esprimere la ‘solita’ antinomia «esser forma» immutabile / «aver forma» e caducità – si permette, per bocca della sua alleata riottosa e comunque imprendibile, quella rovinosa risata: la lucidità corrosiva dell’Umorismo, appunto, quella risata acre di ironia e di spettrale amarezza…

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d'Autore, messinscena del Teatro d'Arte diretto da L.Pirandello, 1925. - Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d’Autore, messinscena del Teatro d’Arte diretto da L.Pirandello, 1925. – Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Perché sì, anche lei, la Figliastra, nella sua fuga compie la sua essenza di Personaggio (e anche il fatto che stiamo a parlarne testimonia che ella, anzi il Personaggio, è immortale e assoluto):

ma… ride: e fugge – perché non può essere elusa né ingannata – , ed è inattingibile

E secondo me quel palcoscenico – che è la stessa mente creatrice di Pirandello – ‘strappa’ per l’ultima volta il sipario, quella tela ballerina che cade quando non deve, e tutto il resto (Teatro e Vita e Sistema e Uomo) che, visibilissimo ed evidente, non esiste più, invero non è.

E però ride, Pirandello: e ride di tutto e anche di se stesso…

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Se c’è un post provvisorio, è questo: e questo più che gli altri merita la sigla premessa e promessa:

et quod sequitur

Maria Amici


Enrico IV, maschera e follia: la lettera a Ruggeri

  “Enrico IV”, uomo e personaggio, maschera e follia: la presentazione di un capolavoro,
nella lettera di Luigi Pirandello a Ruggero Ruggeri del 21 settembre 1921

 

Pirandello conversa con Ruggeri al teatro Argentina

Pirandello conversa con Ruggeri al teatro Argentina

Caro Amico,
m i  a f f r e t t o   a rispondere alla Sua lettera del 19, di cui La ringrazio con tutto il cuore. Le dissi a Roma l’ultima volta che pensavo a qualche cosa per Lei. Ho seguitato a pensarci e ho maturato alla fine la commedia, che mi pare tra le mie più originali: Enrico IV, tragedia in tre atti di Luigi Pirandello. Le accennerò in breve di che si tratta:

 Antefatto: – Circa venti anni addietro alcuni giovani signori e signore dell’aristocrazia pensarono di fare per loro diletto, in tempo di carnevale, una “cavalcata in costume” in una villa patrizia: ciascuno di quei signori s’era scelto un personaggio storico, re o principe, da figurare, con la sua dama accanto, regina o principessa, sul cavallo bardato secondo i costumi dell’epoca. Uno di questi signori s’era scelto il personaggio di Enrico IV; e per rappresentarlo il meglio possibile s’era dato la pena e il tormento d’uno studio intensissimo, minuzioso e preciso, che lo aveva quasi per circa un mese ossessionato.

Sciaguratamente il giorno della cavalcata mentre sfilava con la sua dama accanto nel magnifico corteo, per un improvviso adombramento del cavallo, cadde, batté la testa e quando si riebbe dalla forte commozione cerebrale restò fissato nel personaggio di Enrico IV. Non ci fu verso di rimuoverlo più da quella fissazione, di fargli lasciare quel costume in cui s’era mascherato: la maschera, con tanta ossessione studiata fino allo scrupolo dei minimi particolari, diventò in lui la persona del grande e tragico imperatore. Sono passati vent’anni. Ora egli vive – Enrico IV – in una sua villa solitaria: tranquillo pazzo. Ha quasi cinquant’anni. Ma il tempo per lui (per la sua maschera, che è la sua stessa persona) non è più passato ai suoi occhi e nel suo sentimento: s’è fissato con lui, il tempo. Egli, già vecchio, è sempre il giovine Enrico IV della cavalcata. Un bel giorno si presenta nella villa a un nipote di lui, il quale seconda la tranquilla pazzia dello zio, cui è affezionatissimo, un medico alienista.

lettera di Ruggero Ruggeri a Pirandello, da Torino, il 7 Agosto 1918

lettera di Ruggero Ruggeri a Pirandello, da Torino, il 7 Agosto 1918

C’è forse un mezzo per guarire quel demente: ridargli con un trucco violento la sensazione della distanza del tempo. La tragedia comincia adesso, e credo che sia d’una veramente insolita profondità filosofica ma viva tutta in una drammaticità piena di non meno insoliti effetti. Non gliel’accenno per non guastarle le impressioni della prima lettura. Data la situazione, avvengono cose veramente imprevedibili, se Ella pensa che colui che tutti credono pazzo, in realtà da anni non è più pazzo ma simula filosoficamente la pazzia per ridersi entro di sé degli altri che lo credono pazzo e perché si piace in quella carnevalesca rappresentazione che dà a sé e agli altri della sua “imperialità” in quella villa addobbata imperialmente come una degna sede di Enrico IV; e se Ella pensa che poi, quando a insaputa di lui, è messo in opera il trucco del medico alienista, egli, finto pazzo, tra spaventosi brividi, crede per un momento d’esser pazzo davvero e sta per scoprire la sua finzione, quando in un momento riesce a riprendersi e si vendica in un modo che – sì, via questo davvero, per lasciarle qualche sorpresa, non glielo dirò.

Senza falsa modestia, l’argomento mi pare degno di Lei e della potenza della Sua arte. Spero che riuscirò a renderlo, perché l’attività della mia fantasia è ora più che mai viva e piena e forte. Ma prima di mettermi al lavoro, vorrei che Ella me ne dicesse qualche cosa, se lo approva e Le piace.

Pirandello e Ruggeri al Teatro Manzoni di Milano, 1922?

Pirandello e Ruggeri al Teatro Manzoni di Milano, 1922?

Ha visto i Sei personaggi in cerca d’autore? Sapesse che vivo dolore è stato per me non aver potuto dare a Lei, in giro con lo Sly, questa commedia; non perché in fondo sia scontento dell’interpretazione della compagnia Niccodemi, ma perché m’ero figurato Lei e non Gigetto Almirante nella personificazione della parte del “Padre”. Pazienza! Mi saluti tanto tanto, La prego, il nostro caro Virgilio [Talli] che è stato tanto buono d’inviarmi un telegramma di fraterna solidarietà in occasione della tragica morte del mio povero Nino Martoglio. Spero, mio caro Amico, che la Sua amicizia e quella di Virgilio varranno a togliere una certa freddezza che la signora Alda Borelli ha veramente più d’un motivo d’avere verso di me. Gliene dirò qualche cosa la prossima volta. Adesso la lettera è troppo lunga, e Le stringo forte, fraternamente, la mano.

Roma, 21 settembre 1921
Suo aff.mo
Luigi Pirandello

et quod sequitur.
Maria Amici

Ruggero Ruggeri nelle vesti di Enrico IV, prima mondiale 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano

Ruggero Ruggeri nelle vesti di Enrico IV, prima mondiale, 24 febbraio 1922, al Teatro Manzoni di Milano

Ruggero Ruggeri nelle vesti di Enrico IV, prima mondiale 24 febbraio 1922 al Teatro Manzoni di Milano

Ruggero Ruggeri nelle vesti di Enrico IV, prima mondiale, 24 febbraio 1922, al Teatro Manzoni di Milano


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