Archivi tag: testi narrativi

In onore della Giornata mondiale del Libro – e della Lettura -…

IlfuMattiaPascalProporrei di festeggiare la

Giornata mondiale del Libro

dedicando pensiero e lettura a Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

(qui la pagina di ‘copertina’, con link a saggi di approfondimento e al testo, dal meritorio portale PirandelloWeb).

Marcel L'Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d'occasione per il film Il fu Mattia Pascal

Marcel L’Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d’occasione per il film Il fu Mattia Pascal

.

.

.

Come probabilmente accaduto anche ad altri, è il primo romanzo di Pirandello, ed anzi il primo suo scritto, che lessi.
Feu Mathias Pascal Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) et Lois MoranRomanzo straordinariamente innovativo e di vertiginosa complessità eppure leggibile quasi a qualsiasi età, e nuovo ad ogni nuova lettura, intenso e inquieto, e al contempo di

.

meravigliosa leggerezza, nell’accezione calviniana.

.

 Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) interprete del protagonista ne %22Le feu Mathias Pascal%22 di Marcel L'Herbier, 1926?

Questo post, volutamente breve, si ferma qui, e

et quod sequitur

 è la cifra del silenzio dedicato, invece, alla

Lettura.

La auguro, intensa, a tutti.

Maria Amici


“L’angelo spezzato”: presentazione a Barcellona

Locandina della presentazione de L'angelo spezzato a BarcellonaUn libro, quello di Graziano Versace, che esprime significati profondi, senza paura di radicarsi in valori fondamentali: in più con estrema delicatezza, con fine e intuitivo rispetto.

Come sa chi abbia seguito il blog, ho avuto il privilegio e la gioia d’essere tra i primissimi lettori di questa opera, recentemente pubblicata:  su Nephelai infatti sono reperibili le recensioni, tra cui quella de L’angelo spezzato – una delle prime ad apparire sul web se non addirittura la prima – e una scheda di presentazione dell’Autore.

La prima pagina de L'angelo spezzato, di Graziano Versace - Foto di Maria Amici

La prima pagina de L’angelo spezzato, di Graziano Versace – Foto di Maria Amici

Graziano Versace non mancherà alla presentazione del suo L’angelo spezzato, venerdì 14 dicembre, alle ore 18.00, alla Biblioteca comunale “Nannino di Giovanni” di Barcellona Pozzo di Gotto (ME): a lui  rinnovo i miei più affettuosi auguri, come uomo e come scrittore, di ricevere le meritate gratificazioni che la sua opera, ormai densa di parecchi titoli notevoli, merita, in un panorama culturale che ne è sicuramente non solo arricchito ma valorizzato.

Maria Amici

La mia copia de L'angelo spezzato, di Graziano Versace - foto di Maria Amici


Scrittori e scritture: Graziano Versace (in fieri)

  Graziano Versace,  Graziano Versace

  docente di Materie Letterarie e Latino con notevoli trascorsi di
p s i c o t e r a p e u t a   u m a n i s t i c o – esistenziale, autore del recente “Il ragazzo che giocava con le stelle, non è alla prima esperienza narrativa.

La copertina di "Raimondo Mirabile, futurista", di Graziano Versace

  Segnalatosi quale vincitore del Premio  iNarratori 2008, sezione Fantascienza, con il romanzo “Raimondo Mirabile, futurista”, edito nel 2010 nella collana Eclissi di Edizioni XII, nel 2009 pubblica un libro di narrativa per la scuola dal titolo “Biglie colorate” (con M. Munafò; ed. AG).

  Le Edizioni San Paolo ospitano rispettivamente nello stesso anno e nel 2011 due suoi titoli: “Ladri di locandine” e “Tutto il mondo dentro” (qui l’incipit).

 La copertina di "Ladri di locandine" di Graziano Versace

Tutto il mondo dentro, di Graziano Versace

  Del 2012, per CIESSE Edizioni, è “Noos. Il canto del Mondo” .

  In uscita in novembre 2012, “I dodici punti”, edito da Leucotea; per il periodo natalizio dello stesso anno, contemporaneamente esce, riscuotendo già profondo interesse, il suo “L’angelo spezzato(qui l’incipit), ancora per i tipi delle Edizioni San Paolo.

Leopardi ritratto da Morelli - ritenuto l'immagine più fedele del poeta

Leopardi ritratto da Morelli – ritenuta l’immagine più fedele del poeta

All’inizio di dicembre, sul noto circuito di scrittura e lettura Samgha, viene pubblicato e reso interamente disponibile al pubblico (insieme con una breve intervista all’Autore, “uno scrittore fuori dal giro”), un attesissimo racconto inedito, il vibrante e vertiginoso L’amor sospeso, che ad insolito protagonista assume Giacomo Leopardi (qui su Nephelai un’esperienza di lettura e un invito).

il ragazzo versace imgFACNell’ottobre 2013, Graziano Versace pubblica il suo nuovo, intenso romanzo, “ Il ragazzo che giocava con le stelle „ , ancora per le Edizioni San Paolo (qui un commosso ricordo su Nephelai).

et quod sequitur
Maria Amici

I dodici punti, di Graziano Versace

L'angelo spezzato, di Graziano Versace


I dodici punti, di Graziano Versace – (preview)

  La copertina del nuovo libro di Graziano Versace, per i tipi di Leucotea Edizioni, la cui uscita è programmata per novembre 2012.

Dodici punti frutta in graduatoria un anno di incarichi in sostituzione di docenti assenti: ma sul filo d’Arianna delle sei supplenze – donde il titolo – il nuovo libro di Graziano Versace, “I dodici punti”, riprende, dopo la recente esperienza di “Noos. Il canto del mondo”, ancora una volta un’odissea umana: quella di un insegnante precario in un momento storico e in un contesto sociale in cui la scuola, come istituzione oggi più che mai sofferente di trascuratezza e negligenza da parte di società e politica, mostra di fatto d’aver perso il senso d’orientamento e forse persino il proprio significato fondante, finendo per cercare la deriva in un crescendo di autoreferenzialità – senza distinzione di età e ruoli -, in tutto e per tutto specchio di un macrocosmo ugualmente insensato, opportunista, talora corrotto, sempre indifferente, caino non meno che suicida.

Se, inoltre, la tematica si rivela assai attuale, è affrontata tuttavia senza furbizie né ammicchi, con competenza, lealtà e onestà intellettuale, sorrette da un vigoroso senso civico.

Un libro dalla prosa avvincente e lucida, da un autore intelligente e coraggioso…

Maria Amici


Il Settimo Sigillo e l’essenza della Quest..

“Non smetterò mai di pormi domande.

Non smetterò mai di cercare„

 

 

Il fotomontaggio (o_O) è mio.
Il film da cui ho tratto le immagini è
Il Settimo Sigillo, di Ingmar Bergman


Appunti da e su Lector in fabula, di Umberto Eco

Feb 24th, 2007

Appunti da Lector in fabula
A – frettolosa – cura di m.a.

“Conosci un altro modo per fregar la morte?”

Il libro:
Umberto Eco: Lector in fabula
la cooperazione interpretativa nei testi narrativi
Milano 1979.

Una lettura dell’Introduzione

Già in Opera aperta, del 1962, Eco rifletteva sullo statuto, dinamico, dell’opera d’arte – non solo letteraria.

Nelle sue parole, tratte dalla introduzione del saggio qui ripreso, affrontava il «problema di come un’opera d’arte da un lato postulasse un libero intervento interpretativo da parte dei propri destinatari, e dall’altro esibisse caratteristiche strutturali che insieme stimolavano e regolavano l’ordine delle sue interpretazioni».

Qualche anno dopo, scrivendo l’introduzione di Lector in fabula, indirettamente si avoca il merito di aver tracciato ante litteram un tentativo da afferire a quella che in seguito sarebbe stata chiamata pragmatica del testo, focalizzando nella «attività cooperativa che porta il destinatario a trarre dal testo quel che il testo non dice (ma presuppone, promette, implica ed implicita), a riempire spazi vuoti, a connettere quello che vi è in quel testo con il tessuto dell’intertestualità da cui quel testo si origina e in cui andrà a confluire» uno degli stimoli e insieme degli indicatori del godimento nella fruizione del testo, così come essa sarebbe poi stata descritta da Barthes ed Eco si annette come sottinteso dalla «fenomenologia.. delle esperienze di “apertura”» che egli aveva tentato.

Peraltro, precisa, il suo intento era piuttosto di «definire la forma o la struttura dell’apertura», «cosa nel testo stimolasse e regolasse a un tempo la libertà interpretativa», come supra accennato.

Quali erano i presupposti teorici con cui si trovava ad interagire con l’opera?

Sicuramente, ammette Eco, stimoli provenienti dall’Estetica di L. Pareyson, ma solo nelle edizioni successive di Opera aperta aveva potuto lucrare, per l’analisi teorica della strategia testuale, «del formalismo russo, della linguistica strutturale, delle proposte semiotiche di Jakobson, Barthes e altri», che pure oscuravano «l’intervento interpretativo del destinatario».

Claude Lévi-Strauss infatti (in Conversazioni con L.-S., Foucault e Lacan a cura di P. Caruso, Milano 1969, che riprende un’intervista del 1967) esprimeva perplessità proprio su quell’aspetto – contro la cui componente di arbitrarietà si era pronunciato peraltro anche Eco.

Criticava Lévi-Strauss, salvaguardando rigorosamente lo statuto autoriale dell’opera d’arte: «Quel che fa che un’opera sia un’opera non è il suo essere aperta ma il suo essere chiusa. L’opera è un oggetto dotato di proprietà precise, che spetta all’analisi individuare e che può essere interamente definita in base a tali proprietà…, come un oggetto che, una volta creato dall’autore, aveva la rigidezza, per così dire, di un cristallo: onde la nostra funzione (n.b.: alludendo all’analisi sua e di Jakobson di un sonetto di Baudelaire) si riduceva a metterne in luce le proprietà».

Tuttavia, lo strutturalista Jakobson aveva precisato nel 1958 tra le funzioni del linguaggio anche la necessità, nella comunicazione, di tener conto delle categorie di Emittente, Destinatario e Contesto; e proprio nell’analisi a Les Chats, afferma Eco, si compiono «operazioni complesse di inferenza testuale basata su competenza intertestuale», il che postula una serie di «scelte interpretative» da parte del lettore: in fondo sconfessando preliminarmente quanto poi affermato da Lévi-Strauss.

In realtà, il punto è che l’analisi strutturale non viene «inquinata» da elementi estranei al testo qualora venga attivata la «cooperazione del lettore»: piuttosto invece «il lettore come principio attivo dell’interpretazione» secondo una tale prospettiva «è parte del quadro generativo del testo stesso», anzi ciò significherebbe che i testi da Eco definiti “aperti” son quelli in cui è più evidentemente attivato un «principio che regola sia la generazione che l’interpretazione di ogni tipo di testo».

Il testo è in fondo «meccanismo pigro che vive sul plusvalore di senso immessovi dal destinatario», sebbene «desideri essere interpretato con un margine sufficiente di univocità»

Ad anni dalla pubblicazione di Opera aperta, Eco si dice consapevole che le sue successive analisi, da Apocalittici e integrati alla Struttura assente, a Le forme del contenuto sino al Trattato di semiotica generale, in realtà erano state volte a «cercare i fondamenti semiotici di quella esperienza di ‘apertura’ di cui avev[a] raccontato, ma di cui non avev[a] dato le regole, in Opera aperta».

Riprende, per quel che ricordo, abbastanza strettamente aspetti di Opera aperta anche la citazione finale dell’introduzione allo studio dello stesso Eco ai Misteri di Parigi di Sue, ripubblicato ne Il superuomo di massa: in essa Eco implicitamente ancora mette in guardia dalla forzosa strumentalizzazione dell’opera al servizio di «significazioni» attribuite poi dalla storia e dalla società, ribadendo che le «strutture narrative» non possono essere considerate solo «elementi neutri di una combinatoria assolutamente formalizzata» del tutto distaccati dall’opera stessa e dal suo rapporto con il ‘mondo’; così come tali significazioni, i «risultati pragmatici dell’opera-enunciato», non sono altro che «variazioni occasionali che non intaccano l’opera nella sua legge strutturale o addirittura ne risultano determinati»: e ben vano tentativo, «di fronte alla presenza, massiccia ed elusiva a un tempo, del puro significante».

«Ogni sforzo di definire una forma significante senza investirla già di un senso è vano e illusorio, così che ogni formalismo assoluto altro non è che un contenutismo mascherato.

Isolare delle strutture formali significa riconoscerle come pertinenti rispetto ad una ipotesi globale che si anticipa sul verso dell’opera; non c’è analisi di aspetti significanti pertinenti che non implichi già un’interpretazione e quindi un riempimento di senso».

Con chiara allusione a Barthes, l’autore conclude l’Introduzione con un ammiccamento suggestivo: «Ecco, ora si rompono gli indugi e questo lettore, sempre accanto, sempre addosso, sempre alle calcagna del testo, lo si colloca nel testo. Un modo di dargli credito ma, al tempo stesso, di limitarlo e di controllarlo.

Ma si trattava di fare una scelta: o parlare del piacere che dà il testo o del perché il testo può dare piacere. E si è scelta la seconda strada.

Luglio 1978»

N.d.A.:

A latere osservo che nel 1979 Italo Calvino pubblicava “Se una notte d’inverno un viaggiatore”.

Maria Amici


Emeroteca Maurolico Messina

Emeroteca del Liceo Classico "Maurolico" di Messina

Giovanni Pistolato

Blog letterario

Oggi nella Storia

"Oggi nella Storia" è un almanacco storico. Ogni giorno, scorrendo il calendario all'indietro, l'appuntamento con un avvenimento del passato.

Nephelai

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Andrea Amici

Musica e scrittura nel labirinto della conoscenza umana

Il Blog di SanPaoloStore

Il Blog Ufficiale di San Paolo Store. Trovi recensioni e consigli su libri italiani, libri religiosi, libri per bambini, film in dvd e musica , oggetti sacri e articoli religiosi disponibili all'acquisto su SanPaolostore.it

Profumo d'antan

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

LA LOCANDIERA

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Andrea Amici

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

Rita Charbonnier

........................... phrontisterion sospeso di MARIA AMICI

EXISTENCE !!

le blog de philosophie imprévisible de Jean-Paul Galibert