Archivi categoria: Pirandello

Pirandello o….. la stanza della tortura!

A Castiglioncello, Pirandello con altri amici incalza la "vittima", Silvio D'Amico. Da destra, la figura femminile è forse Paola Masino; quindi Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Mario Labroca musicista e fratello della nuora di lui, Marta Abba, Silvio D'Amico, Nicola De Pirro. Estate 1933?

A Castiglioncello, Pirandello con altri amici incalza la “vittima”, Silvio D’Amico. Da destra, la figura femminile è forse Paola Masino; quindi Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello, Mario Labroca musicista e fratello della nuora di lui, Marta Abba, Silvio D’Amico, Nicola De Pirro. Estate 1933? – Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari – reperita su web.

Emerse da differenti occasioni di ricerca – come nodi sulla superficie del mare, a punteggiare una rete sommersa di vita lontana e neppure immaginata -, queste inattese fotografie evocano una sdillabrata sequenza estiva, un patrimonio di ricordi vivi non soltanto nei discendenti, ma certo di loro più personali.

Apparentemente effettuati a pochi momenti di distanza, gli scatti sembrano alludere ad una situazione scherzosa che può aver previsto come vittima il critico teatrale Silvio D’Amico, e

Castiglioncello, estate 1933, Pirandello con altri amici: da sinistra Francesco Di Cocco, "ai remi" Nicola De Pirro, quindi una incombente Marta Abba, Marcella Pavolini, Mario Labroca, Silvio D'Amico ancora "vittima", Paola Masino, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello.  - Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari - reperita su siba3.unile.it/

Castiglioncello, estate 1933, Pirandello con altri amici: da sinistra Francesco Di Cocco, “ai remi” Nicola De Pirro, quindi una incombente Marta Abba, Marcella Pavolini, Mario Labroca, Silvio D’Amico ancora “vittima”, Paola Masino, Massimo Bontempelli, Luigi Pirandello. – Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari – reperita su siba3.unile.it/

quali ‘carnefici’, in questa improvvisata stanza della tortura (la nota esegesi critica di Macchia che scolpiva ben altri contesti pirandelliani), gli amici della comitiva, da Bontempelli a Labroca, da De Pirro a Paola Masino, da Marta Abba a Marcella Pavolini, a un insolitamente divertito Luigi Pirandello.

Ambientazione: Castiglioncello, meta di vacanze estive del jet-set letterario-teatrale: un entourage nella cui orbita esterna – rivela egli stesso dalle pagine della “Nuova Antologia” di cui sarebbe stato redattore e poi direttore – si aggirava anche, con altri coetanei quali i nipotini di Pirandello, i figli e nipoti di D’Amico, un Giovanni Spadolini bambino allora naturalmente ignoto…

et quod sequitur

Maria Amici

Pirandello al Lido di Camaiore. Una vogata solitaria in pattino… sulla spiaggia

Pirandello al Lido di Camaiore. Una vogata solitaria in pattino… sulla spiaggia – Immagine a qualità degradata i cui diritti appartengono ai relativi proprietari – reperita su web.


Rossella Falk su “La locandiera”

Rossella Falk

Rossella Falk
Roma: 10 novembre 1926 + 5 maggio 2013

Sentito profondamente «il ricordo della grandissima signora del teatro italiano, Rossella Falk» – “Quegli occhi più occhi di così” – pubblicato da Silvia Montanari sul suo suggestivo blog “La Locandiera .

Un blog, quello di Silvia, dedicato alla Roma… si potrebbe dire “che non c’è più” – se non fosse che a respirarla profondamente la si percepisce, con nostalgia, nelle strade e tra le persone: malgrado spesso facciano di tutto per negligerla, per tradirla, per dimenticarla e dimenticarsi.

Dal blog "La Locandiera"

Dal blog “La Locandiera”

Non la smarrisce né si smarrisce Silvia, però: che con spirito fine e più raffinato – e un bagaglio di studi e sentire non indifferente, in specie, e non solo, sul Teatro e la sua storia – sa fare da ospite e da guida intellettuale nel difficile, non puntiforme, ‘momento di trapasso’: non è un caso, quel nome, “la locandiera”.

Siamo dunque condotti noi ospiti, dall’ospite e ispiratrice e guida e comes suscitati e accompagnati, nella sapiente, dosata evocazione del passato, tra fatti e atteggiamenti e avventure culturali e di costume, tra una cartolina e una fotografia, un diario di viaggio (di Dickens!) e un biglietto

Dal blog La locandiera

Dal blog La locandiera

d’invito vergato a mano (di Eleonora Duse!), da una memoria (di Flaubert…) a una battuta al fulmicotone (di Petrolini), da una lettera di Ungaretti a una di Pasolini – e tanto altro – , a una lettera d’amore (…di due sconosciuti) in un’involontaria, così inedita, “macchina del tempo” (il Colosseo): macchina del tempo esso stesso, questo suo blog, fantastico, viaggio alla riscoperta dell’immaginario comune e in esso della storia della nostra cultura.

Ed ecco che dalle sue pagine rivive il Pirandello giovane studente ma già consapevole del ‘crollo’ sociopolitico che avrebbe infisso ne I vecchi e i giovani; la magia e l’allucinazione della [sua] «gioia di esserci», a Roma – ma al contempo la Roma acquasantiera e portacenere, nel non facile rapporto con la

Dal blog La locandiera

Dal blog La locandiera

Città e l’Italia: di lui, “viaggiatore senza bagaglio” in Europa e nel mondo, che poi a Roma si spense insalutato. Ma, come dai suoi libri, traspira ancora dai libri suoi, del suo studio, che anch’esso ci si schiude nel blog.

Tra le pagine de La locandiera, emozionati viviamo con lui il primo incontro con la grande attrice Marta Abba -anch’ella negletta-;  e insieme con lei, con lui, compunti diamo l’ultimo saluto ad un’altra attrice, che di Pirandello fu sensibile, intelligente, profonda -insostituibile- interprete: Rossella Falk.

«Grazie, Rossella».

E… grazie, Silvia.

Et quod sequitur

Maria Amici


Autori, attori e personaggi…?

Pirandello dirige Marta Abba e Lamberto Picasso ne La nuova colonia, 1928.

Pirandello dirige Marta Abba e Lamberto Picasso ne La nuova colonia, 1928.

Con un certo rammarico mi rendo conto di una mesta congiuntura: in pochi mesi quest’anno sono mancate ben tre attrici che, con differenti intensità e continuità, hanno legato il loro nome e la loro professionalità all’interpretazione (o anche alla regia) del repertorio drammatico pirandelliano.

Immagini reperite sul web. Il fotomontaggio è mio. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Immagini reperite sul web. Il fotomontaggio è mio. I diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Ho voluto ricordarle su Nephelai, che proprio a Luigi Pirandello è ultimamente dedicato, con -spero- il dovuto rispetto e talvolta con l’affetto del ricordo e della familiarità.

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

A Mariangela Melato è dedicato il primo post, dell’Undici Gennaio 2013 (link).

Il breve, sentitissimo ricordo del Sei Aprile è per Regina Bianchi (link).

Proclemer in Santa Giovanna di Shaw

L’ultimo, invece, risale ad appena qualche giorno fa, il Venticinque Aprile: una memoria il cui esordio riprende la prima esperienza teatrale di Anna Proclemer (ma anche l’“incontro” con G.B. Shaw), sul filo dell’evocazione di Marta Abba e Eleonora Duse (link):

Eleonora Duse. Immagine reperita su web

Eleonora Duse. Immagine reperita su web

“Anna, «il cammino è là, poco lontano»…„

L’evidente citazione nel titolo è parsa «suggestiva» – così mi hanno pregiato di notare (cosa posso dire?! grazie…) -

E l’allusione c’era: con l’ultima immagine presentata sul post (link), Proclemer nella Figlia di Jorio, avevo tentato una sorta di ringskomposition, riprendendo un’allocuzione alla dannunziana Mila.

Pirandello alle prove della rappresentazione de La figlia di Jorio dirige Marta Abba. Teatro Argentina, ottobre 1934

Pirandello alle prove della rappresentazione de La figlia di Jorio dirige Marta Abba. Teatro Argentina, ottobre 1934

Piuttosto, tuttavia, mi piace immaginarle insieme, queste Signore del palcoscenico, per il «cammino» su cui avranno incontrato i loro Autori: o, chissà, i loro Personaggi…

et quod sequitur

Maria Amici


In onore della Giornata mondiale del Libro – e della Lettura -…

IlfuMattiaPascalProporrei di festeggiare la

Giornata mondiale del Libro

dedicando pensiero e lettura a Il fu Mattia Pascal, di Luigi Pirandello

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

mia elaborazione di una schermata della home page di PirandelloWeb

(qui la pagina di ‘copertina’, con link a saggi di approfondimento e al testo, dal meritorio portale PirandelloWeb).

Marcel L'Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d'occasione per il film Il fu Mattia Pascal

Marcel L’Herbier, Pirandello e Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) 1925. Foto d’occasione per il film Il fu Mattia Pascal

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Come probabilmente accaduto anche ad altri, è il primo romanzo di Pirandello, ed anzi il primo suo scritto, che lessi.
Feu Mathias Pascal Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) et Lois MoranRomanzo straordinariamente innovativo e di vertiginosa complessità eppure leggibile quasi a qualsiasi età, e nuovo ad ogni nuova lettura, intenso e inquieto, e al contempo di

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meravigliosa leggerezza, nell’accezione calviniana.

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 Ivan Mozzhukhin (Yvan Mosjoukin) interprete del protagonista ne %22Le feu Mathias Pascal%22 di Marcel L'Herbier, 1926?

Questo post, volutamente breve, si ferma qui, e

et quod sequitur

 è la cifra del silenzio dedicato, invece, alla

Lettura.

La auguro, intensa, a tutti.

Maria Amici


In vendita il castello pirandelliano…

Pare che dopo alterne vicende sia stato messo all’asta il castello Orsini, a Soriano nel Cimino: secondo il Corriere della Sera dell’8 u.s., «una delle 350 dismissioni di palazzi storici, ville e castelli decise dal governo Monti per ”fare cassa”».

Famiglia Pirandello con Antonietta e figli piccoli: Lietta, Stefano, FaustoIl castello non ospitò mai lo scrittore: ma il nome, luoghi, paesaggi e caratteri della cittadina del viterbese aleggiano nella sua scrittura come il tintinnio del Corvo di Mizzaro, straniante quanto dovettero esserlo sia egli stesso –pur apparentemente così ‘omologato’– sia l’esperienza raminga dei pellegrinaggi tentati a portare sollievo se non remedium al precario equilibrio mentale di Antonietta e a stringere il trio dei figli bambini nell’ipotiposi di una sperduta normalità

Pirandello dopo Nobel 12 Dicembre 1934 ringrazia i lettori francesi_1(in tema, su Nephelai la lettura
di Acqua amara
e della lettera ad Ojetti
con la dibattuta, tragica ipotesi di Pirandello:
«La pazzia di mia moglie sono io»).

Luigi Pirandello, Paesaggio collinare (1936). Collezione privata

Luigi Pirandello, Paesaggio collinare (1936). Collezione privata

Restò legata, Soriano, al ricordo di Pirandello, che vi villeggiò con la famiglia a cavallo degli anni Dieci, vi dipinse alcuni quadri della sua delicata produzione figurativa, e inoltre vi ambientò due novelle, Rondone e Rondinella e, se non erro, Canta l’epistola.

Famiglia Pirandello a Soriano nel Cimino (tra il 1908 e il '12?)

Famiglia Pirandello a Soriano nel Cimino (tra il 1908 e il ’12?) – con Rosso di San Secondo

In uno stralcio della prima, così come in alcune foto che riprendono i Pirandello e loro amici, in lontananza si staglia proprio il castello:

«Rondinella alzava gli occhi al monte ancora lontano, su cui i castagni, ove non batteva il sole, s’invaporavan d’azzurro, e forzava gli occhi a scoprire lassù lassù il puntino roseo della villetta.

Non la scopriva ancora; ma ecco là il castello antico, ferrigno, che domina il borgo»

“Nini’s paintings”, Cy Twombly, 1971 - Images in lowest resolution, used for illustrative purposes only

“Nini’s paintings”, Cy Twombly, 1971 – Images in lowest resolution, used for illustrative purposes only (Nini è la prima nipotina di Pirandello, figlia di Stefano)
Qui su Nephelai: http://nephelais.wordpress.com/2012/11/02/tra-gioia-e-dolore/

E, nell’oscura vicenda italiana senza remedium, anche il castello Orsini pare farsi sempre più lontano, più corrusco.

et quod sequitur

Maria Amici


un invito, su Sei personaggi in cerca d’autore…

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d'autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

La presentazione dei Sei personaggi in cerca d’autore (Compagnia dei Giovani, 1964-1965)

Mi chiedevo e chiedo anche qui il significato della risata sferzante con cui la Figliastra lascia il teatro e si chiude (ma non «conclude»?) Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello.

A me sono parse, quelle risate, rivolte un po’ a tutto e a tutti…

L'allestimento dei "Sei personaggi in cerca d'autore" di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l'arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

L’allestimento dei “Sei personaggi in cerca d’autore” di Georges Pitóeff, in scena il 10 aprile 1923 alla Comédie des Champs-Elysées di Parigi: l’arrivo col montacarichi di servizio dei Personaggi, vestiti di nero e avvolti da una luce verdastra

…nei confronti degli altri Personaggi (le tre reliquie che si presentano infine) e della tragedia sua stessa, della Figlia, e della famiglia (e della Famiglia): in sé e nel «pasticcetto romantico sentimentale» in cui finisce per risolversi (la sua vicenda e l’Essere) nello stesso momento in cui invece esplode;

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce - Fondo Teatro, 11.1936 - 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

Sei Personaggi di Pirandello, in Archivio Fotografico Luce – Fondo Teatro, 11.1936 – 12.1936 Compagnia Ruggero Ruggeri, con Ruggeri, Margherita Bagni (al centro), Fanny Marchiò (a sinistra) e aa.

…nei confronti di Capocomico e attori (e il Teatro tutto e gli spettatori), con i loro fallimentari tentativi di rappresentare il Dramma (con le maiuscole perché trascende il dramma-Sei personaggi) e di essere tali, e di essere “Umani” e “Vivi”, di rappresentare e di essere la Realtà… – e nei confronti della Realtà stessa -

Padre e Figliastra Sei personaggi: Lamberto Picasso e Marta Abba

Padre e Figliastra: Lamberto Picasso e Marta Abba

…non di meno, però, credo, nei confronti della “sistematizzazione” di Personaggio quale ‘assoluto’ (che tanta critica – peraltro vecchia - ha giustamente colto nelle parole del Padre al Capocomico quando gli chiede «Mi sa dire chi è lei?»): ma su cui Pirandello – che pur pare esprimere la ‘solita’ antinomia «esser forma» immutabile / «aver forma» e caducità – si permette, per bocca della sua alleata riottosa e comunque imprendibile, quella rovinosa risata: la lucidità corrosiva dell’Umorismo, appunto, quella risata acre di ironia e di spettrale amarezza…

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d'Autore, messinscena del Teatro d'Arte diretto da L.Pirandello, 1925. - Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Marta Abba interprete della Figliastra nei Sei personaggi in cerca d’Autore, messinscena del Teatro d’Arte diretto da L.Pirandello, 1925. – Immagine reperita su web, i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

Perché sì, anche lei, la Figliastra, nella sua fuga compie la sua essenza di Personaggio (e anche il fatto che stiamo a parlarne testimonia che ella, anzi il Personaggio, è immortale e assoluto):

ma… ride: e fugge – perché non può essere elusa né ingannata – , ed è inattingibile

E secondo me quel palcoscenico – che è la stessa mente creatrice di Pirandello – ‘strappa’ per l’ultima volta il sipario, quella tela ballerina che cade quando non deve, e tutto il resto (Teatro e Vita e Sistema e Uomo) che, visibilissimo ed evidente, non esiste più, invero non è.

E però ride, Pirandello: e ride di tutto e anche di se stesso…

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Se c’è un post provvisorio, è questo: e questo più che gli altri merita la sigla premessa e promessa:

et quod sequitur

Maria Amici


In ricordo di Regina Bianchi…

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

Un affettuoso ricordo per Regina Bianchi, che ci ha lasciati ieri.

La sua carriera ha contato molti picchi d’intensità: del repertorio pirandelliano in particolare ricordiamo Il berretto a sonagli, fin dal 1940-44 e sino agli anni Sessanta coi De Filippo; poi La vita che ti diedi

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

nel 1973, Zia Croce in parecchi Liolà (quello di Squarzina, quello con Modugno, con Cirino, o con Massimo Ranieri, a regia di Scaparro); la Madre nell’assai discutibile Sei personaggi in cerca d’autore di Zeffirelli con Enrico Maria Salerno a interpretare il Padre; Regina Bianchi fu la

La locandina di Kaos - Immagine reperita su web

La locandina di Kaos – Immagine reperita su web

Madre anche in Kaos dei Fratelli Taviani del 1984 che ripresenta, adattandole e talora stravolgendole, alcune novelle e, appunto, i Colloqui con la Madre morta.

Tuttavia sin da bambina l’ho sempre collegata a questo* personaggio eduardiano, di cui fu insuperata interprete: dolente, intensa, misurata.

 Pirandello(E cercata, quanto l’ho cercata…

  Non meno adesso, sul filo del ricordo)

Regina Bianchi - Immagine reperita su web

Regina Bianchi – Immagine reperita su web

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A presto, Regina…

Maria Amici

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Regina Bianchi in *Filumena Marturano:

L’intervistatrice è disperante.
Ma incontra Regina Bianchi, e lei ascolto commossa


“La vita in Italia s’è fatta irrespirabile„

Ultima facciata di una lettera a Marta Abba, da Nettuno 8.7.1928. Immagine reperita sul web, i diritti appartengono tassativamente ai rispettivi proprietari. Link: http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/immagini/081.jpg

Ultima facciata di una lettera di Luigi Pirandello a Marta Abba, da Nettuno, 8.7.1928. – Immagine reperita sul web, i diritti appartengono tassativamente ai rispettivi proprietari. – http://www.nettunocitta.it/OPERE/pirandello/lettera4.html

Pirandello.

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La vita, in Italia, 

s’è fatta irrespirabile.

  Fuori! fuori! 

 lontano! lontano! „


Tra Croce e Pirandello: appunti su un gioco di impermeabilità…

Benedetto Croce con Stefano Jacini Giovanni Laterza in una foto degli anni '20 - Immagine reperita su web, da filosofico.net

Benedetto Croce con Stefano Jacini Giovanni Laterza in una foto degli anni ’20 – Immagine reperita su web, da filosofico.net

Oggi, 25 febbraio, giorno di nascita di Benedetto Croce, ricordiamo che nei confronti di Pirandello diede vita alla famigerata polemica annosa e spesso miope tra due grandi che però partivano da punti di vista inconciliabili -e inconciliati-?

Uno status quaestionis può essere reperito nella voce dedicata a Benedetto Croce nel libro di M. Manotta su Luigi Pirandello qui presente solo in anteprima.

Per l’excursus di proposte di lettura, utilizzo come base materiali forniti dall’eccellente portale PirandelloWeb.

Luigi Pirandello: "Arte e Scienza", Saggi, Roma 1908

Luigi Pirandello: “Arte e Scienza”, Saggi, Roma 1908

Cominciamo dalla… imparziale … penna di Pirandello, che si difendeva, in Arte e scienza?

Prima degli altri, tuttavia, mi è d’uopo presentare un’acuta disamina, senza peli sulla lingua, dei motivi della spietata operazione di ‘espunzione’ di Pirandello dalla storia della cultura da parte, anche, di Croce: nell’analisi di Leone De Castris, ripresa poi anche da Petrella.

Ancora dallo stesso portale, il fraintendimento, analizzato da Leonardo Sciascia, in Pirandello e il pirandellismo, dell’«uomo più libero che sia possibile trovare nell’Italia del fascismo» da parte dell’altro!…

…fraintendimento, come nota Sciascia, e individuato anche nel saggio di Angelini su Debenedetti,  di radice comune anche a Adriano Tilgher e fonte dell’altra annosa polemica.

L'umorismo, saggio di Luigi Pirandello - copertina 1908.

Dal citato PirandelloWeb, la ripresa della critica crociana all’Umorismo nel saggio di Paolo Spinicci dedicato alla suddetta teoria in Pirandello, e da parte di Corrado Alvaro, nella sua Prefazione alle Novelle per un anno; interessante anche un saggio in spagnolo sul tema.

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Dispaccio sorveglianza Croce

Una sintetica ripresa dei punti di collisione con Croce è nel saggio di T. Marciano su La crisi del poeta-vate.

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Pirandello sorvegliato dalla Polizia Politica fascista

-Didascalia: Pirandello e Croce oggetto di ‘attenzioni’ da parte della Polizia politica fascista-

Pirandello dopo Nobel 12 Dicembre 1934 ringrazia i lettori francesi_3

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Posso permettermi una considerazione, non meno estemporanea che questa veloce panoramica?

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Oggi, proprio per rendergli omaggio nell’anniversario di nascita di Croce, è forse da allontanare, pur senza ignorarla, proprio una delle idee-pregiudizio che lo mossero, che Pirandello non fosse che – con le parole di Manotta – un «parvenu» della letteratura con ambizioni filosofiche.

Pirandello

Allo scrittore siciliano poco interessavano i distinzionismi filosofici e ben altro motivo aveva il suo (parole di Croce) «convulso inconcludente filosofare»: piuttosto – se è concessa quale definizione parziale di un uomo e uno scrittore indefinibile – in lui ebbe lo spessore di tormentata esperienza, umana e artistica, del relativismo, della scomposizione dell’io e del reale, del nulla di un’esistenza eternamente in sé rappresentazione dell’Enigma irrisolvibile perché nulla in se stesso: e della dignità di una sofferenza intima, inestinguibile, affrontata con una lucidità e un coraggio senza pari.

benedetto croce legge - Immagine reperita su web, da mizarmizar.

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Se possiamo consegnare proprio oggi al domani, pur necessariamente imperfetta, un’espressione di Croce su Luigi Pirandello, sceglieremmo forse invece questa:

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«Uomo tormentato e non un semplice industriante teatrale sulla materia di un immaginario tormento».

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Maria Amici

Pirandello alla scrivania del suo studio a Monteluco, dov'è in vacanza col figlio Stefano e la sua famiglia nell'estate del 1924 (ritaglio) - This photograph is in the public domain in Italy, L.633/1941

Pirandello alla scrivania del suo studio a Monteluco, dov’è in vacanza col figlio Stefano e la sua famiglia nell’estate del 1924 (ritaglio) – This photograph is in the public domain in Italy, L.633/1941


Fantasmi, di Vetrano e Randisi: tra syndesis disorientata e segnalazione

Ho appena letto che è ancora in cartellone Fantasmi, di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, uno spettacolo che ‘assembla’ – in forma… ectoplasmatica, direi, anzi quasi All’uscita -, testi pirandelliani di natura diversa: L’uomo dal fiore in bocca, Sgombero, Colloqui coi personaggi, sintetizzati dalla prospettiva tra Beckett e naïf surreale di due personaggi, Totò e Vicè, di Franco Scaldati.

Fantasmi, di Enzo Vetrano e Stefano Randisi – da Diablogues: i diritti appartengono ai rispettivi proprietari

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Ne ho scorso una recensione interessante di Azzurra D’Agostino, Amare sopra i morti di oggi. I Fantasmi di Vetrano e Randisi

“ «Perché son tutte cose che passano, e se pur lasciano traccia, è come se non la lasciassero, perché su le stesse tracce, sempre, la primavera, guardi: tre rose più, due rose meno, è sempre la stessa; e gli uomini hanno bisogno di dormire e di mangiare, di piangere e di ridere, d’uccidere e d’amare: piangere su le risa di jeri, amare sopra i morti d’oggi. […] Che vuole che cambi? Che contano i fatti? Per enormi che siano, sempre fatti sono. Passano. Passano, con gli individui che non sono riusciti a superarli. La vita resta, con gli stessi bisogni, con le stesse passioni, per gli stessi istinti, uguale sempre, come se non fosse mai nulla: ostinazione bruta e quasi cieca, che fa pena».

È con un’apertura come questa, tratta dalla novella del 1915 di Pirandello “Colloqui con i personaggi”, che Enzo Vetrano e Stefano Randisi danno il via a questa sorta di piccola “trilogia della morte” – uno spettacolo che assembla testi pirandelliani raccordati dalle tenere figure di Totò e Vicé, i poetici barboni di Franco Scaldati.

Staremo ad aspettare il treno con il viaggiatore e con “L’uomo dal fiore in bocca”, di cui viene presentata un’interpretazione misurata che fa risaltare la malinconia amarezza del testo. Entreremo nella casa in lutto di “Sgombero”, altra novella dal tratto estremamente teatrale scritta dal drammaturgo siciliano intorno al 1916-17.

Ci prendono per mano e ci conducono in queste stanze le due delicate creature di Scaldati, che con leggerezza passano dalla vita alla morte e di nuovo alla vita semplicemente tornando indietro dal camposanto, non avendo la ‘tessera di morto’ ma più che altro non volendo separarsi, non volendo restare lontani – uno di qua e uno di là dal crepuscolare mondo senza tempo che traversano, dandosi la mano e chiamandosi continuamente per nome.

Ci pare che il più forte collante del lavoro sia la bravura della storica coppia d’attori, che meritatamente nel 2011 ha vinto il premio Le Maschere del teatro italiano e che da decenni propongono nei circuiti più classici dei teatri di prosa spettacoli in cui la loro bravura ha tanto da insegnare anche ai giovani attori di quello che viene chiamato teatro di ricerca.

A spettacolo concluso, ne avremmo voluti avere di più, di questi incontri con i due bislacchi amici, un po’ beckettiani e un po’ maschere della commedia d’arte; è bello sentirli parlare, e la loro lingua semplice, che pone domande surreali con la grazia dei bambini (ma gli angeli prendono il treno? E se gli angeli sono i morti buoni, i vestiti di questi morti diventano le ali?) fa da contraltare alla ricca prosa pirandelliana.

Fa quasi dimenticare questa stessa prosa, che lascia nelle ossa una sorta di malanimo, come dopo un’influenza.
È così che si esce dal teatro; un po’ acciaccati, un po’ ammaccati, senza saper bene da cosa dipenda.
L’agrodolce sapore dell’epitelioma? Questa presenza della morte che sta addosso ai passanti senza che se ne accorgano? Il riecheggiare inconsapevole di quel “piangere sulle risa di jeri, amare sopra i morti d’oggi” che ci angustia un po’ e [...] ci suona tanto amaro? 

E dire che la conclusione dello spettacolo è in levare, c’è un’apertura positiva e una continua dichiarazione d’amore per la vita (come, in un certo qual modo, è per “L’uomo dal fiore in bocca”). E anche: mai la morte c’è sembrato un limite, qualcosa di cui non poter o non voler parlare.

Ma pure, qualcosa ci confonde, e dal nostro palco di secondo ordine ci guardiamo intorno un po’ smarriti „

n.b.: nel testo supra presentato, il corsivo è mio
- A questo indirizzo (clicca) la recensione per intero -
Qui la presentazione sul sito stesso dell’Associazione culturale Diablogues fondata dai due registi.
Qui e qui videoservizio con intervista agli autori

et quod sequitur
(cur.) Maria Amici


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aliceinwriting - critica letteraria e vita da biblioteca

Redattore editoriale, bibliotecaria, web editor copywriter. Amante dei libri, della lettura, sensibile al piacere del testo e al grado zero della scrittura, mi occupo di Letteratura, amica esistenziale fin dai tempi dell'infanzia, poi alleata negli studi, infine compagna fedele di vita. I miei campi d'azione: la critica, la riflessione sul romanzo, sui miti, su temi e topoi; la poesia come flusso di coscienza e sottile tecnica semantica; il racconto, finestra aperta su un mondo interiore da narrare con parole in libertà.

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